«I prof incapaci vanno licenziati», battaglia del sindacato dei presidi

scuola bimbiGianni Maddalon, 59 anni, è il nuovo presidente dell’Associazione prèsidi. Eletto il 25 febbraio, il dirigente scolastico dell’istituto Coletti del capoluogo, quest’anno anche reggente all’Einaudi-Scarpa di Montebelluna, ha preso il posto di Giovanni Robotti. Maddalon è espressione di una nuova rete informale di prèsidi, sviluppatasi negli ultimi due anni, che grazie a un continuo dialogo si sono distinti per aver portato a galla, segnalazione dopo segnalazione, casi a dir poco critici.

Gli esempi non mancano: il caso di Fernando Cadicamo, il maestro 55enne ripreso dalle microcamere della polizia mentre tirava le orecchie e prendeva a calci i suoi alunni di 6 e 7 anni; quello dell’insegnante di informatica delle Coletti accusato di aver rubato apparecchiature hi-tech; quello di Davide Gabrieli, ex direttore amministrativo dell’istituto comprensivo di Villorba e Povegliano accusato di aver sottratto circa 200 mila euro alla scuola attraverso supplenze fasulle. E, con l’elezione di Maddalon, ora la rete dei prèsidi pronta a denunciare tutto quello che non va è destinata ad allargarsi.

Maddalon, quali sono gli obiettivi da presidente dell’Associazione nazionale prèsidi di Treviso e Belluno?
«Tre sostanzialmente: aumentare il numero di dirigenti che fanno rete condividendo esperienze e buone pratiche; dare a tutti formazione e tutela giuridica; organizzare uno specifico supporto giuridico, anche con il ricorso ad avvocati specializzati, per far fronte ai contenziosi, sempre più numerosi, che si verificano nelle scuole».

Sembra si parli più di giurisprudenza che non di istruzione. «C’è una sperequazione incredibile tra i dirigenti scolastici e gli altri dirigenti pubblici: i prèsidi hanno responsabilità oggettiva su tutto quel che accade in istituti frequentati da migliaia di persone».

Si può licenziare chi non è all’altezza?
«Pochi mesi fa ho completato l’iter per il licenziamento di un insegnante di ruolo a Montebelluna. Gli strumenti ci sono ma bisogna essere attrezzati per usarli al meglio. In caso di incapacità o scarso rendimento può procedere il dirigente scolastico. Poi bisogna chiarire che a nessuno piace licenziare: siamo qui per garantire una buona scuola. Perché la battaglia sul miglioramento dell’istruzione è sacrosanta ma bisogna fare i conti con i soldati che si hanno».

Treviso, 28 Febbraio 2015

(fonte IlGazzettino)

AP