Bando riservato ai profughi, tabaccheria “vietata” agli italiani

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In Italia potrebbe presto aprire una nuova tabaccheria. I Monopoli di Stato hanno però fissato particolari criteri per la “rivendita di generi di monopolio” che si appresta ad alzare la saracinesca per la prima volta. L’agenzia, oltre a fissare con precisione la zona dove l’attività dovrà sorgere ha anche stabilito alcuni criteri particolari che i neoimprenditori dovranno soddisfare. Il bando di gara lo dice chiaramente: Il concorso scrivono i Monopoli è riservato alle seguenti categorie di persone: profughi già intestatari di generi di monopoli nei territori di provenienza; invalidi di guerra, orfani di guerra, vedove di guerra e categorie equiparate per legge; decorati al valore militare, altri profughi, mutilati e invalidi del lavoro con riduzione della capacità lavorativa non inferiore al 40%, vedove di caduti sul lavoro”. Stop.

Nessuna possibilità per cittadini italiani che non rientrino in questi parametri. Anzi, i profughi possono contare addirittura su una corsa preferenziale.

E’ ancora il bando a spiegare il perché e il per come: “Le persone appartenenti alla categoria “a” (quella dei profughi, per l’appunto) sono preferite a quelle della categoria “b” (invalidi, orfani e vedove di guerra)”.

“Entrambe sono preferite a quelle della categoria C (decorati al valore militare, mutilati, invalidi). E non solo: “Fra i concorrenti appartenenti alla stessa categoria, sarà preferito chi assomma almeno due titoli, chi ha maggior carico di famiglia diretta, chi può disporre del locale preferibile per il funzionamento della rivendita, secondo le disposizioni emanate dall’Agenzia”.

La tabaccheria, hanno stabilito i Monopoli di Stato nel bando che scadrà a fine marzo, “dovrà essere ubicato nella zona così delimitata: tutti i locali commerciali idonei di piazza Simoncini e quelli posti nello stabile all’inrocio tra via Consolini e via della Libertà, a distanza non inferiore a 300 metri dalla rivendita più vicina”.Ovviamente la partecipazione alla gara è subordinata a una verifica dei requisiti da parte dei Monopoli, che nel caso dei profughi devono essere come detto “già intestatari di rivendita di generi di monopolio nel territorio di provenienza”; insomma, a Magione cercano un tabaccaio “sfollato” che sia pronto a rifarsi una vita dietro a un bancone.

Una bella opportunità lavorativa, specialmente in tempo di crisi, purtroppo preclusa a gran parte della popolazione.

1 Marzo 2015

Luca Vagnetti

(fonte LaNazione)

AP