“Io, italiano, sogno di entrare nell’Isis”

isis13Uno studio agghiacciante rivela i desideri segreti dei nostri connazionali. Al 18% dei romani non dispiacerebbe finire in un campo di addestramento

«Un viaggio avventuroso, qualcosa di diverso dal solito, mi potrebbe interessare». Lo Stato islamico piace. E soprattutto piace sempre di più ai romani, angosciati dal futuro e dalla mancanza di lavoro. Al 18% degli intervistati non dispiace finire in un campo di addestramento dell’Isis. E il 3 per cento potrebbe essere affascinato dalla missione terroristica. Incredibile ma vero. Il Califfato non incassa il gradimento di musulmani, parenti di combattenti negli scenari di crisi mediorientali o nel Nordafrica in subbuglio. Chi ne parla bene potrebbe essere il vicino della porta accanto.

È il quadro che esce fuori dall’analisi demoscopica «Isis foreign fighter: uno studio pilota sulla vulnerabilità’ alle tecniche di reclutamento dei giovani occidentali», condotta dagli esperti Marco Strano (psicologo e criminologo, presidente del Centro studi per la legalità, sicurezza e Giustizia e direttore scientifico dell’ International forensics consulting team ) e Mark Palermo (presidente della Law&Behavioral Foundation . Un duo di prof che dal 2014 lavora proprio in collaborazione con la Fondazione olandese Law&Behavior ).

I risultati hanno già fatto il giro della comunità scientifica internazionale, pubblicati sulla rivista italianaPsychiatry online . Il lavoro è stato svolto prima dell’attentato di Parigi, avvenuto a gennaio scorso. Una tempistica che andrà considerata. Ha interessato Roma, la grande metropoli. Gli esperti hanno passato al setaccio le zone affollate, i centri commerciali, i locali frequentati da universitari e non solo. Hanno somministrato le domande del sondaggio a tremila soggetti, dai 18 ai 50 anni di età. Per la metà il campione sotto esame è composto da diplomati mentre l’altra parte ha una laurea in tasca. Sono state elaborate solo le risposte degli uomini. Ma le interviste hanno riguardato anche il gentil sesso e non è escluso che in futuro saranno elaborate fornendo qualche osservazione in più.

La novità è che il 10% giudica il piano Isis «avventuroso». Certo, ci sono le opinioni opposte, in linea con il sentire comune. C’è chi vede la missione come «qualcosa di cui poi vergognarsi e che deve essere mantenuta segreta» (24%). Oppure «un’azione autodistruttiva» (71%). Eppure c’è chi non ha problema a dichiarare che partire per un campo di addestramento Isis è «qualcosa di completamente diverso dal solito» (18%). Ancora: «Qualcosa da raccontare per tutta la vita» (6%). Vestire una uniforme e sottoporsi a un addestramento militare in uno scenario di guerra sarebbe «una esperienza che potrebbe anche essere interessante» (20%). Di più: se mi si presentasse l’occasione di effettuare una breve esperienza di combattimento con l’Isis «forse mi potrebbe anche interessare», confessa il 3%.

Insomma, c’è da riflettere. Le prime considerazioni le fa Marco Strano, uno degli autori della ricerca. «Il fascino della guerra santa – commenta – sta conquistando numerosi giovani europei, statunitensi e australiani, alcuni già di religione musulmana e tipicamente di seconda generazione, altri che invece si convertono all’Islam contemporaneamente alla scelta di andare a combattere in Siria e in Iraq a fianco dell’Isis. Tra questi ultimi – continua – anche alcuni italiani sono stati affascinati da questo percorso. Il fenomeno dei giovani occidentali affascinati dall’estremismo islamico sta mettendo in allarme le strutture di intelligence statunitensi ed europee che si interrogano sul fatto se tale contesto possa essere o meno un fenomeno passeggero o se invece si possa trattare di una situazione in evoluzione. Il dato che salta agli occhi – ragione il criminologo – è che le risposte che esprimono favore per l’Isis colpiscono, sono impressionanti. Ma vanno accompagnate da un’altra forte sensazione manifestata delle persone che si sono prestate al sondaggio e che rientrano nelle inedite percentuali. L’88% di loro – osserva Strano – è molto preoccupato per il futuro, specie il gruppo composto da persone che hanno un’età dai 18 ai 29 anni. Un ingrediente che può avere il suo peso. In conclusione, l’impressione è che si aderisca a una esperienza perché adrenalica».

1 Marzo 2015

Fabio Di Chio

(fonte IlTempo)

AP