Cesare Battisti, l’appello di Torreggiani: “Portatelo in Italia”

battistiAlberto Torregiani, il figlio del gioielliere ucciso da Battisti nel 1979 chiede al governo di “attivarsi per far scontare la pena al terrorista in Italia”. Maroni: “Ora saldi il conto con la giustizia”.
Cesare Battisti rischia di essere estradato. L’ex terrorista del gruppo eversivo ‘Proletari armati per il comunismo, condannato in Italia per omicidi commessi negli anni di piombo, sarà espulso dal Brasile, dove nel 2009 ottenne lo status di rifugiato.
Lo riferisce il sito brasiliano ‘Estadao’. Lo ha stabilito un tribunale federale brasiliano, in risposta a una azione del ministero Pubblico federale, secondo quanto riporta il quotidiano brasiliano ‘O Globo’, nella sua versione online. Battisti potrebbe essere espulso in Francia o Messico e potrà ricorrere in appello contro la sentenza. Prima di fuggire in Brasile Battisti ha abitato per diversi anni proprio in Messico e poi in Francia. Il pronunciamento della Corte federale brasiliana annulla lo status di rifugiato politico dell’ex terrorista, considerato uno straniero irregolare sul territorio del Brasile. E dopo la notizia della probabile espulsione i familiari del gioielliere Torregiani, ucciso da Battisti, chiedono al governo di adoperarsi per portare Battisti in Italia: “Chiedo al governo di mostrare sensibilità e determinazione in questa questione di giustizia e di attivarsi nuovamente per ottenere finalmente quello per cui ci battiamo da anni. In questo senso -aggiunge – chiedo alla stampa di spingere affinché il governo si impegni e da parte mia mi attiverò chiamando subito la Farnesina”.

Ma il figlio del gioielliere ucciso nel febbraio del 1979 in una sanguinosa rapina quella ferita non potrà mai risanarsi, Torregiani preferisce non sbilanciarsi su un eventuale faccia a faccia con Battisti: “Non dico nulla, facciamo un passo alla volta. Credo che sia fondamentale che, nel caso, non venga accolto con un mazzo di fiori ma gli venga accordata la sua pena e ne possa scontare una parte in carcere per dimostrare che la legge è uguale per tutti”. Reazioni anche nel mondo politico. “Che piacere. Sono molto contento”: così il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, a margine di un evento a Milano, commenta la notizia che l’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo sarà espulso dal Brasile. Il presidente della Regione si è poi augurato che non venga estradato in Francia, “perchè vorrebbe dire che non sarebbe poi estradato in Italia, visti i precedenti – ha ricordato -. Mi auguro che questo non avvenga, perchè finalmente potrebbe arrivare in Italia ed espiare la pena a cui è stato condannato”.
“È una buona notizia, ma a metà – ha quindi aggiunto -, perchè potrebbe non arrivare in Italia. Ma il fatto che venga espulso è già una buona notizia”.

“Secondo la stampa brasiliana, la Procura federale avrebbe reso nullo l’atto del governo che concesse il permesso di soggiorno al terrorista rosso Battisti. Che a distanza di tanti anni finalmente si sia giunti anche in Brasile alla conclusione che un assassino non va protetto è una buona notizia”. Lo dichiara in una nota il senatore di Fi, Maurizio Gasparri. “Ci saremmo tuttavia aspettati – aggiunge – non una semplice espulsione in Francia o in Messico come si apprende, bensì l’estradizione nel nostro Paese. Battisti deve scontare due ergastoli per quattro omicidi commessi in Italia negli anni ’70, e dei quali non si è mai pentito. Finché un assassino come Battisti non sarà portato in Italia, giustizia non sarà fatta. Mi
auguro solo che, tornando in Italia, Battisti non trovi ad aspettarlo un posto da sottosegretario. Con questa sinistra al governo – conclude – potremmo aspettarci di tutto”.

di Mario Valenza
Fonte Il Giornale

Roma, 3 marzo 2015