Vaticano nega a Procura atti don Inzoli: “sub secreto pontificio” per prete pedofilo

basilica sn pietro«Gli atti istruttori e processuali sono sub secreto pontificio» perciò lo Stato Vaticano non collaborerà con la procura della Repubblica di Cremona nell’indagine a carico di don Mauro Inzoli, già referente di Comunione e Liberazione per il territorio cremonese, condannato dalla giustizia religiosa per pedofilia. È la risposta giunta dalla Santa Sede al procuratore della Repubblica di Cremona, Roberto di Martino.

Il 23 gennaio scorso, la Segreteria di Stato vaticana aveva respinto la rogatoria chiesta dal capo dei pm di Cremona, attraverso il ministero della Giustizia. Dalla procura si voleva sapere che cosa avesse accertato l’autorità ecclesiastica su don Inzoli. È stato lo stesso ministero ad informare, in questi giorni, il procuratore, ma l’indagine aperta a Cremona su don Inzoli, di 64 anni, per 15 presidente del Banco alimentare (l’onlus assistenziale fondata da don Giussani) prosegue.

Il religioso amava viaggiare su auto lussuose – era soprannominato don Mercedes – fumava sigari cubani, frequentava ristoranti alla moda e aveva amicizie politiche importanti. Il procuratore Roberto di Martino ha già messo a verbale le testimonianze di diverse persone per fare luce sui fatti che sfociarono nello scandalo esploso per la denuncia fatta dal preside di un istituto scolastico superiore non all’autorità giudiziaria, ma al vescovo di Crema (Cremona).

In seguito a quell’atto, il 12 giugno 2014 la Congregazione per la Dottrina della Fede ha condannato don Inzoli alla «pena medicinale perpetua»: gli ha lasciato gli abiti sacerdotali, ma lo ha riconosciuto responsabile di abusi sui minori. Perciò don Inzoli è stato invitato a una vita di preghiera e di umile riservatezza, come segni di conversione e di penitenza. Non può celebrare e concelebrare in pubblico l’eucarestia e gli altri sacramenti nè predicare, ma solo celebrare l’eucarestia privatamente.

Inoltre il sacerdote deve intraprendere, per almeno cinque anni, una terapia adeguata. L’inosservanza comporterà la dimissione dallo stato clericale. «Delude profondamente la scelta del Vaticano di non trasmettere alla Procura di Cremona gli atti inerenti i casi di abusi su minori che hanno visto protagonista Don Mauro Inzoli e accertati dalle stesse autorità ecclesiastiche» ha commentato il deputato di Sinistra ecologia libertà Franco Bordo.

«La decisione della Santa Sede – ha aggiunto l’esponente di Sel – di apporre ai carteggi richiesti dalla giustizia italiana il ‘sub secreto pontificiò è una contraddizione rispetto al nuovo corso che aveva annunciato lo stesso Papa Francesco». «Auspichiamo – ha concluso Bordo – che ci sia un ripensamento. I tempi dell’omertà su temi del genere sono finiti e oggi ancor più di ieri il silenzio non è accettabile nè comprensibile».
Fonte Il Messaggero

Roma, 3 marzo 2015