Irene, ciclone in corsia: ha lasciato la rianimazione Il video appello

Immagine

La bimba di due anni  in attesa del trapianto di cuore trasferita in reparto.

Carica di sogni, anche se non dorme a orario per effetto della lungodegenza, la piccina non è più in rianimazione: è stata trasferita nel reparto di cardiochirurgia pediatrica del Monaldi diretto dal primario Giuseppe Caianiello. Superato lo «spazio bianco», Irene può così raccontare la sua storia con uno sguardo e indicare una strada, al momento irta di ostacoli, per entrare nel futuro. «I suoi occhi parlano» dice la madre che chiede di lanciare un appello. «Un appello per tutti i bambini, non solo per la mia. Ce ne sono tanti altri che aspettano un trapianto».

Ciclone Irene. La bimba di due anni non può correre: se deve spostarsi, una macchina la insegue, di giorno e di notte, tra i corridoi dell’ospedale, dove distinguere la luce dal buio è un problema a distanza di un mese dal ricovero. Ma la figlia di Scampia, afflitta da una grave cardiopatia e tenuta in vita grazie a un cuore artificiale, oggi gioca con gli altri, stringe una bambola, colora fogli e dita e guarda la tv. Eccola, per la prima volta ritratta nelle foto e nei video pubblicati sul Mattino.it. E’ la bambina che ha commosso l’Italia e mobilitato i vip ad accendere un faro sull’importanza della donazione degli organi.

di Maria Pirro

Fonte Il Mattino

Roma, 4 marzo 2015