Pronta la mappa antiterrorismo

alfanoLa mappa antiterrorimo. La Questura si prepara a riorganizzare i Commissariati di polizia sulla base degli obiettivi sensibili che potrebbero finire nel mirino dei violenti e che ricadono nel territorio di ciascun presidio. È la novità più importante emersa dalla riunione di ieri del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico che si è svolta in Prefettura e alla quale hanno partecipato i vertici di polizia, carabinieri e Guardia di finanza (Nicolò D’Angelo, Salvatore Longo e Ivano Maccani) e anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Entro venerdì prossimo i dirigenti degli uffici presenti sul territorio di Roma e provincia dovranno consegnare il piano al questore Nicolò D’Angelo. Un progetto in linea con l’annuncio fatto dal ministro dell’Interno: nella città saranno inviati 500 militari a difesa degli obiettivi sensibili, liberando altrettanti poliziotti che potranno essere impiegati in altro modo. Insomma, Roma cambia volto. Un’esigenza di sicurezza dettata dalle emergenze considerate dal tavolo di lavoro: in primis il terrorismo, la criminalità organizzata e i corti e l’itinerario che possono seguire (grossa grana per la tenuta dell’ordine pubblico). Senza tralasciare altri temi come l’emergenza casa, la videosorveglianza e l’accattonaggio, fenomeno che assilla la Città eterna.
TERRORISMO
Ci sarà un aggiornamento della mappatura degli obiettivi sensibili. Lo stanno svolgendo i Commissariati sulla base di una circolare emessa dalla Questura in seguito all’attentato al giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi. Chiese, moschee, sinagoghe, ambasciate, scuole, residenze di persone potenzialmente a rischio, sono al centro della ridefinizione su cui sono al lavoro gli investigatori.
ARRIVANO I NOSTRI
«Abbiamo deciso di impiegare nel contrasto alla criminalità organizzata i reparti di prevenzione crimine – spiega Alfano al termine dell’incontro – Nel 2014 ci sono stati 5000 reati in meno il rispetto al 2013, ci sono stati più arresti e sono stati sequestrati beni per 1,4 miliardi, poi l’incremento dei posti di blocco ha dato anche una maggiore percezione di sicurezza. Ho commissionato uno studio su Roma e so che è molto più sicura di altre capitali europee». Il questore D’Angelo annuisce: «Da quando è iniziata l’emergenza di allerta terrorismo – spiega – abbiamo dovuto per ovvie scelte operative far confluire più risorse sul centro storico estremamente delicato con tanti obiettivi istituzionali. L’arrivo dei militari – aggiunge – ci consentirà di alleggerire questo dispositivo per rinforzare un po’ le periferie perché alcune di loro sono ovviamente in sofferenza». Il sindaco Ignazio Marino gongola di fronte a tanta attenzione. «Colpisce – dice – il rapporto tra forze dell’ordine e abitanti che nel centro della città è di 1 a 250 e nelle periferie di 1 a 2500. La decisione del ministro di aumentare le forze ordinarie di polizie a Roma e di avere 500 uomini delle forze armate – riflette – può permettere la ridistribuzione e una maggiore percezione di presenza delle forze dell’ordine nelle periferie».
INCUBO CORTEI
Su un punto sono stati tutti d’accordo: va rivisto il protocollo che stabilisce quali sono i percorsi. «Non è possibile comprimere la Costituzione e il diritto a manifestare – premette il ministro dell’Interno – ma si può lavorare sui percorsi. Nel prossimo Comitato lavoreremo per questo». Il questore è stato più chiaro: «Forse dovremmo rivedere un attimo il vecchio protocollo che riguardava il transito per tutto il centro storico delle manifestazioni. A volte – riflette – ci troviamo ad affrontare sei cortei al giorno, tra cui anche manifestazioni spontanee che nascono senza preavviso». Per lui parlano i numeri: «Abbiamo fatto un conto molto approfondito e abbiamo scoperto che abbiamo impegnato in un anno 13.681 uomini soltanto per i servizi di ordine pubblico su tutta la città di Roma. Una bella cifra», conclude il questore.
TELECAMERE
Del progetto di potenziare il sistema di sicurezza ne parla il sindaco Marino: «Una delle soluzioni esaminate per migliorare la situazione della Capitale è un sistema di videosorveglianza in tutta la città. Il Comune ha già stanziato 47 milioni di euro per sostituire 198 mila punti luce e con altri 28 milioni di euro la sostituzione si può accompagnare da impianti wifi e di videosorveglianza. Il Comune di Roma sta mettendo a disposizione nove immobili».
DASPO UE
È un pallino del ministro Alfano:« L’anno scorso abbiamo approvato un decreto che ha funzionato. Sono stati daspati tifosi violenti e sono diminuiti i numeri delle forze dell’ordine e dei tifosi feriti. Ma non basta – rimarca – e l’Europa deve fare la sua parte. Il 12 marzo parlerò con il mio omologo in Europa per proporre il daspo europeo perché occorre un’attività sinergica».

4 marzo 2015

Fonte IlTempo

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