Guerre e petrolio – LA ROULETTE ROSSA – Il nuovo numero del Magazine

ImmagineIn copertina, l’analisi di cause e conseguenze dello shock petrolifero e i teatri di guerra odierni. All’interno, reportage da Grecia e Ucraina e l’intervista all’ambasciatore iracheno in Italia. L’editoriale del Generale Mario Mori.
Certo non si può dire che sul fronte della geopolitica e della sicurezza internazionale il 2015 sia iniziato sotto i migliori auspici. A oltre quindici anni dalla crisi del Kosovo, che innescò l’ultima guerra guerreggiata nel continente europeo, le tensioni in Ucraina minacciano pericolosamente di degenerare in guerra aperta. Quella in Ucraina è una crisi abbastanza speculare a quella che portò alla secessione del Kosovo dalla Serbia. Stranamente, nel caso della ex Jugoslavia Stati Uniti ed Europa appoggiarono incondizionatamente le istanze secessioniste.

Oggi, invece, appoggiano il governo di Kiev che, analogamente a quello che fece il governo di Milosevic, tenta con le armi di soffocare l’indipendentismo delle regioni dell’est. Sono le stranezze della geopolitica. Oggi il presidente Obama sostiene solennemente che le frontiere in Europa non si toccano. Eppure, quando si è trattato della Jugoslavia, le frontiere si sono toccate eccome, anche con i bombardamenti.
Per l’importanza della crisi ucraina e per le sue pericolose implicazioni, troverete all’interno di questo numero un reportage dal Donbass realizzato da un nostro inviato. Proseguendo nelle analisi delle tensioni che travagliano l’Europa in questa congiuntura, da Donetsk ci siamo spostati a Salonicco per una verifica dell’impatto sociale che ha travolto la società ellenica schiacciata da una crisi economica della quale è difficile vedere la fine.

Ma i problemi non sono solo in Europa. Gli effetti devastanti delle (finte) primavere arabe sono sotto i nostri occhi. Dalla Libia all’Iraq, dalla Siria alla Giordania, nuovi focolai di guerra e di crisi energetica rischiano di riverberarsi su tutto il Mediterraneo. Terrorismo, ondate migratorie incontrollate, taglio della produzione del petrolio sono problemi con i quali l’Europa si deve confrontare con intelligenza e fermezza.

Intelligenza e fermezza che sembrano mancare completamente a New York, dove nel Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite pare non si riescano più a individuare soluzioni concrete. Due voci importanti dal Nord Africa e dal Medio Oriente ci aiutano a comprendere gli eventi che ci scorrono davanti, due interviste esclusive all’ambasciatore iracheno a Roma e al ministro del Petrolio del governo islamista di Tripoli. Si tratta di due punti di vista originali su dinamiche geopolitiche concrete. Siamo convinti che apprezzerete il nostro sforzo di estrarre dagli episodi della cronaca quotidiana le linee evolutive di uno stato di conflitto internazionale col quale saremo obbligati a confrontarci per molto tempo.
Fonte lookoutnews.it/

Roma, 6 marzo 2015