Lupi in Aula per le dimissioni: “Lascio il governo a testa alta”

lupiIn un’Aula quasi vuota, il ministro delle Infrastrutture conferma le dimissioni date in tv: “Vi auguro di non finire mai nella bolla mediatica. Contro di me accuse strumentali e immotivate”.

“Mi ritengo obbligato a non far cancellare 3 giorni tutto ciò che ho fatto in questi 22 mesi”. Dopo l’annuncio di dimissioni in tv, Maurizio Lupi si difende alla Camera.

Davanti a un’Aula quasi vuota (del governo ci sono solo Angelino Alfano, Gianluca Galletti, Beatrice Lorenzin, Maranna Madia, Graziano Delrio e Luca Lotti), il ministro delle Infrastrutture è tornato a parlare della vicenda che ha coinvolto il figlio Luca: “Non chiedo garantismo per il fatto che non mi hanno rivolto alcuna accusa.

Dopo due anni di indagini i pm non hanno ravvisato nulla nella mia condotta da perseguire”, ha detto, “Non ho fatto nulla, perché dovrei dimettermi? Perché lasciare quando il lavoro si vede concretamente realizzato?

Poi difende il suo operato: “Per due volte sono stato vice presidente di questa Aula, e questo è il luogo dove compiere il gesto che mi accingo a fare. Il Parlamento è il luogo del consenso della sovranità del popolo, il luogo del potere, da qui emana la fiducia per il mio ministero, è il luogo della responsabilità ed è mio dovere rendere conto dell’esercizio del potere a me affidato. Quindi sono pronto a rispondere di ciò che ho fatto in questi 22 mesi da quando ho giurato prima volta da ministro”.

E sulle presunte pressioni fatte per far assumere il figlio Luca ribadisce: “È evidente a tutti, quanto sia inverosimile che un amico di famiglia da 40 anni abbia potuto accreditarsi a me regalandomi un vestito. Le accuse che mi sono state mosse sono immotivate e strumentali. Non ho mai fatto pressione per procurare un lavoro a mio figlio. In una intercettazione strumentalizzata chiedo ad Incalza di vedere mio figlio, ho fatto quello che avrebbe fatto qualsiasi padre e cioè di presentare al proprio figlio una persona di esperienza. I Perotti conoscono mio figlio sin da piccolo”. Ma ammette: “Non gli ho chiesto di restituire l’orologio regalatogli da Perotti. Se questo è il mio errore lo ammetto”..

Poi Lupi ha sottolineato come Ercole Incalza abbia lasciato il suo incarico nel 2014 e che gli emendamenti alla legge di stabilità non riguardavano singole persone ma la continuità dei lavori dell’amministrazione. “Ho potuto verificare come Incalza nei vari procedimenti penali nel quale è rimasto coinvolto non ha mai subito una decisione di condanna”, ha aggiunto, “Questi sono stati i motivi che mi hanno indotto a non rimuoverlo.

Io a differenza di molti qui dentro credo fortemente nello stato di diritto e nella presunzione di innocenza”.

Infine la conferma delle dimissioni: “A sole 72 ore dai fatti c’è la presa d’atto della necessità della mia scelta che sto compiendo e della mia comunicazione al presidente del consiglio e al presidente della Repubblica. A 72 ore dai fatti e a non a 72 giorni”, ha detto Lupi, “Lascio il governo a testa alta, guardandovi negli occhi. Vi auguro, cari deputati, in questi giorni di demagogia a brandelli di non trovarvi mai dentro bolle mediatiche difficili da scoppiare e di non aver mai qualcuno che entri nella vostra famiglia e intimità. Vi auguro che nessuno tiri in ballo la vostra famiglia. Molti mi hanno dimostrato amicizia, sarò ingenuo ma per me i rapporti personali sono importanti”

20 marzo 2015

Fonte IlGiornale

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