Spunta la prova che scagiona Sollecito

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Mercoledì nuova udienza in Cassazione, ma i legali vogliono dimostrare che all’ora del delitto il giovane era davanti al pc. Sono passati oltre sette anni da quando, la notte tra il primo e il 2 novembre 2007, Meredith Kercher è stata uccisa nella villetta di via della Pergola dove viveva durante il suo soggiorno studio a Perugia.

Oltre sette anni di processi in cui l’unico ad avere una condanna definitiva è Rudy Guede, mentre gli altri due accusati dell’omicidio, Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati prima condannati, poi assolti in appello e infine condannati di nuovo in secondo grado dopo la riapertura del processo da parte della Cassazione.

E proprio in Cassazione approderà di nuovo il caso il prossimo 25 marzo, quando la Suprema Corte discuterà i ricorsi presentati dai legali dei due. All’udienza non parteciperà Amanda Knox, tornata negli Stati uniti dopo la prima sentenza d’appello, mentre ci sarà Raffaele Sollecito, che ha deciso di cambiare strategia difensiva.

Contrariamente alla prassi, infatti, la difesa del pugliese vorrebbe presentare ai giudici una nuova prova che proverebbe in modo inconfutabile la sua innocenza. Si tratterebbe di una perizia sul suo pc che dimostrerebbe come nell’ora del delitto sul portatile veniva avviato l’anime giapponese “Naruto”.

Perugia, 20 marzo 2015

Fonte IlGiornale

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