Tunisia: 9 arresti. Trovati i corpi di due italiani dispersi. L’Isis minaccia nuovi attacchi: è stata solo la prima goccia

ImmagineTrovati i corpi dei due italiani dispersi dopo l’attacco terroristico al museo del Bardo. Sale così a 4 il bilancio dei connazionali uccisi. La Farnesina comunica che ha “effettuato un primo riconoscimento fotografico dei due connazionali che finora risultavano irreperibili”, attraverso personale dell’Ambasciata a Tunisi e dell’Unità di Crisi, appositamente inviato in loco, ha avuto accesso all’obitorio dell’ospedale Charles Nicolle.

Intanto i jihadisti hanno rivendicato, minacciando nuovi attacchi: “Quello che avete visto” a Tunisi “è solo la prima goccia di pioggia”. Lo denuncia su Twitter Rita Katz, direttrice del Site, il sito che monitorizza il jihadismo sul web.

Nove sospetti sono stati arrestati: quattro di questi avrebbero “legami diretti con l’attacco”. E’ stata arrestata anche la sorella di Jabeur Khachnaoui, uno dei due attentatori rimasti uccisi nel blitz. I terroristi ieri erano “muniti di cinture esplosive” e di armi “molto avanzate”, ha detto il ministero degli Interni tunisini, dunque il numero delle vittime “sarebbe potuto essere molto più alto”. “Siamo in guerra”, ha detto il presidente tunisino Beji Caid Essebsi.

E’ invece ancora incerto il bilancio generale della carneficina. Secondo l’ultimo bollettino diffuso dal ministro della Sanità le vittime dell’attentato sono 25 di cui 18 turisti stranieri e 5 tunisini, tra cui due degli attentatori. Sarebbero 11 gli italiani rimasti feriti. Oltre agli italiani sono rimasti coinvolti 9 tunisini, 11 polacchi, 8 francesi, 5 giapponesi, 1 russo, 1 tedesco e 2 sudafricani.

A Tunisi il giorno del dolore e delle riflessioni (L’audio dell’inviato ANSA)

 

Un guardiano del museo del Bardo “è stato trovato oggi, sano e salvo, nascosto in un sarcofago”. Lo riferisce il sito locale Tunivisions.net. L’uomo è stato ritrovato da alcuni agenti che stavano mettendo in sicurezza il perimetro del museo. Due turisti spagnoli e la loro guida tunisina sono stati visti uscire dal museo dopo aver trascorso tutta la notte nascosti nell’edificio per sfuggire agli attentatori. Lo riferisce Le Figaro. Il Museo del Bardo riaprirà “al più tardi” martedì.

Mattarella: Isis va affrontato al più presto –  “Quel che è avvenuto ieri in Tunisia è molto doloroso e molto allarmante. E dimostra che Isis è un pericolo molto grave che va affrontato con urgenza, perché il tempo è poco”. Lo sottolinea il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un’intervista alla Cnn, soffermandosi sull’attacco di ieri in Tunisia. “Quel che è avvenuto dimostra la gravità di questo pericolo”, aggiunge il Capo dello Stato.

Minuto di silenzio al vertice Ue  – I 28 leader europei, riuniti nel vertice Ue di Bruxelles, hanno osservato un minuto di silenzio, prima dell’inizio dei lavori, per commemorare le vittime dell’attacco di ieri a Tunisi.

Papa: vicino alle vittime, condanna atto contro pace – Il Papa, “informato del grave attentato che ha colpito ieri la città di Tunisi”, in un telegramma al vescovo della città “si associa nella preghiera al dolore delle famiglie in lutto, a tutte le persone toccate da questo dramma e anche al popolo tunisino” e “reitera la condanna di ogni atto contro la pace e la sacralità della vita umana”.

 

“Oggi in Italia tutti i livelli di allerta di mobilitazione delle forze di sicurezza sono al massimo e concentrati sulla minaccia terroristica”. Così il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ad Agorà pur precisando che “tecnicamente” siamo in una “fase di pre-massima allerta” terrorismo perché l’intelligence non ha “minacce specifiche”. Il ministro esorta da una parte a non cedere a “nessun allarmismo”, ma dall’altra sottolinea che “è chiaro che tutti i meccanismi di allerta in Italia sono al massimo. “Dobbiamo proteggere i nostri confini, i nostri concittadini ed alzare i livelli di sicurezza sui possibili bersagli del terrorismo”, tutte cose – ha assicurato Gentiloni – che “il ministero interno sta facendo”. “I nostri servizi di intelligence sono attivi, abbiamo rafforzato la presenza navale nel Mediterraneo e finora – ha aggiunto – non esistono elementi di connessione tra fenomeno migratorio e terrorismo, ma nessuno può in teoria escluderlo”.

Migliaia in piazza, “La Tunisia non si arrende” FOTO 

 
ATTACCO A TUNISI, LIVEBLOG

 

E’ di due morti e tre feriti accertati, e una donna dispersa il bilancio dell’attentato di Tunisi per il Piemonte, che paga il prezzo più alto dell’attacco. Degli italiani che domenica scorsa si sono imbarcati sulla Costa Fascinosa, a Savona, per una crociera nel Mediterraneo di una settimana i torinesi sono una ottantina. Tra questi molti, 31, partecipano a un viaggio organizzato dal circolo ricreativo del Comune di Torino. Un viaggio low cost, una vacanza fuori stagione in compagnia di colleghi di lavoro, amici e parenti, che si trasforma in un incubo. “Sparano, aiutateci”, dice al telefono Carolina Bottari, impiegata dell’ufficio Patrimonio del Comune di Torino. La donna è la prima a riuscire a mettersi in contatto con Torino, via telefono. Poi più nulla. E’ ormai notte quando il Comune di Torino rende noto che si trova in un ospedale della capitale tunisina. “E’ stata ferita e sottoposta ad un intervento chirurgico – riferisce il primo cittadino – ma non in pericolo di vita”. Non ce l’ha invece fatta suo marito, Orazio Conte, informatico. “Se è successo qualcosa a mamma e papà…”, diceva tra le lacrime il figlio Simone, prima di essere informato.

Tra le vittime dell’attentato c’è anche Francesco Caldara, 64 anni, pensionato di Novara. Era in vacanza con la compagna Sonia Reddi, ferita a una spalla e a un braccio e ricoverata anche lei in un ospedale di Tunisi, dove è stata operata. Ferita in ospedale anche Anna Abagnale, un’altra dipendente del Comune di Torino ostaggio degli attentatori al Bardo. Non si hanno invece notizie di Antonella Sesino, al momento dispersa, mentre Antonietta Santoro e il marito sono riusciti a raggiungere la Costa Fascinosa dopo una fuga avventurosa, grazie anche all’aiuto di una guida del posto.

 

Terrore a Tunisi, la ricostruzione dei fatti –  Cinque uomini armati travestiti da militari hanno assaltato il celebre museo del Bardo, nel cuore di Tunisi, accanto al Parlamento, che forse era il loro obiettivo originario, dal quale sarebbero stati respinti. C’è stata una sparatoria, un assedio con decine di turisti presi in ostaggio – drammatiche le immagini di ragazzi e bambini seduti a terra nel museo twittate dagli stessi ostaggi – e poi si è consumata la strage: 25 i morti, secondo l’ultimo bilancio, e 48 i feriti, di cui 11 italiani.

ATTACCO A TUNISI, IL FOTORACCONTO

Se si esclude un fallito attacco suicida a Sousse nel 2013, era dal 2002, quando un attentato alla sinagoga di Djerba fece 19 morti, che i terroristi non sparavano ‘nel mucchio’ in Tunisia, colpendo anche nei momenti di massima tensione quasi esclusivamente politici, poliziotti, militari. Al momento dell’attacco, nel luogo della sparatoria erano in circolazione tre bus turistici con i partecipanti alla crociera sulle navi Costa Fascinosa e Msc Splendida. La Farnesina ha fatto sapere infatti che durante l’operazione sono stati messi in salvo cento connazionali. 

Fonte Ansa

Roma, 20 marzo 2015