Ha ucciso a coltellate la figlioletta Il perito: il papà killer non era drogato

ImmagineNon c’è alcuna traccia di assunzione di droghe o di anabolizzanti nei reperti biologici di Luca Giustini, il ferroviere di 35 anni che il 17 agosto scorso uccise a coltellate la figlioletta Alessia di 18 mesi. È l’esito della perizia tossicologica depositata in questi giorni in Procura ad Ancona. Il processo con rito abbreviato davanti al Gup nei confronti dell’imputato, ritenuto completamente incapace di intendere e di volere ma anche socialmente pericoloso, in base ad una perizia redatta dal prof. Renato Ariatti, proseguirà il 14 aprile, quando verrà sentito lo psichiatra. Al perito è stato chiesto fra l’altro di valutare l’attuale pericolosità sociale di Giustini e l’adeguatezza della struttura che lo accoglierà per l’applicazione di una misura di sicurezza definitiva: attualmente l’uomo è rinchiuso nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia. Giustini, cui era stato sequestrato un blocco di appunti con frasi deliranti su un presunto “disegno di
Dio” e un “progetto di Nostro Signore venuto tra noi” dietro l’omicidio della figlioletta, sostiene di aver ucciso su ordine di una voce interiore. Nella sua auto i carabinieri avevano trovato due confezioni di Oxandrolone, un anabolizzante, una delle quali scaduta: la difesa ha spiegato che l’omicida non aveva fatto uso recente del farmaco.

23 marzo 2015

Fonte CorriereAdriatico

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