Il prete che difende l’islam: “Moschee anche in Italia? Libertà pure per i musulmani”

ImmagineDito puntato contro Don Mario Costalunga, il prete che durante l’omelia ha difeso l’apertura della moschea rifacendosi alla Costituzione. Lo hanno bollato come il sacerdote a favore della moschea, e quindi pro-islam. Tutta colpa di quella omelia pronunciata durante la Messa della domenica. Ora Don Mario Costalunga ha tutti contro: cittadini e politici. Tutto succede a Brognoligo, un paesino del Veronese. Lui tira fuori le sue ragioni “Io sono un sacerdote che predica, è la mia missione, e se stiamo zitti e non nascono critiche di questo genere, significa che abbiamo narcotizzato anche il Vangelo”. Ha le idee chiare, non si lascia intimidire e continua a seguire la sua vocazione. Tutto è nato perché durante la predica della domenica Don Mario aveva difeso l’apertura del centro islamico di Monforte, richiamandosi al Vangelo e all’articolo 19 della Costituzione che tutela il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa. Apriti cielo. Un’omelia dal tono provocatorio che rivolge una critica velata ai parrocchiani che avevano firmato una petizione del Carroccio contro un centro islamico (firme raccolte: 822). Le parole hanno scatenato l’ira dei cattolici tradizionalisti che lo hanno definito sciocco e ignorante. “Le sue parole – dicono – dimostrano una certa arroganza e superbia da parte di chi, invece di insegnare correttamente la dottrina cattolica, si preoccupa di dare lezioni di diritto costituzionale”. E c’è chi con le parole e i suggerimenti si è spinto oltre “Invitiamo Don Mario, se ha il coraggio, a proporsi come volontario per andare in Libia o in Iraq ad aiutare i cristinai là!”. Eppure il sacerdote non si scompone: “Non pensavo di scatenare un polverone del genere, addirittura di scandalizzare con le mie parole – spiega – Mi regaleranno una copia della Costituzione? È un piacere perché va ricordato che quella Carta è stata il frutto del lavoro di uomini che hanno pagato prezzi altissimi per la libertà e che hanno saputo mettere al centro della discussione il bene comune, pur partendo da ideologiemolto diverse tra loro. Mi servirebbero 17 copie da regalare domenica ai ragazzi che faranno la Cresima”. Ma don Mario ha la pelle dura, dopo 35 anni passati a fare il missionario tra le favelas del Brasile. Una vita dura fatta di Vangelo, pazienza e carità, ma lui nonostante le telefonate che si dividono tra insulti e parole solidali continua a pensarla nello stesso modo. “Qui la porta è aperta per tutti, come sempre, e se vogliono portarmi la Costituzione va benissimo”. Ci tiene però a concludere lasciando a tutti una riflessione: “Il termine culto è derivato dal termine cultura, a sua volta derivato dal verbo coltivare, parola avvolgente, che abbraccia tutti i nostri sentimenti più profondi”. Ma a questa riflessione si aggiunge una domanda spontanea, ovvero: ” Si può ancora pensare di ragionare o sedersi a tavola con persone che hanno culture, ideologie e credo diversi?”.