Regole anti ’ndrangheta dopo l’inchino

madonna processione ndrangheta oppidoAnche l’«Affruntata» dice «no» alla ’ndrangheta. Negli ultimi anni la tradizionale cerimonia religiosa pasquale, che simboleggia l’incontro fra la Madonna e il Figlio risorto, aveva fatto parlare di sé soprattutto per gli «inchini», quelle brevi soste davanti casa di qualche vecchio boss, magari malato, che avevano dato il «la» alle inchieste della Dda, visto anche l’interesse delle ’ndrine per questo tipo di processioni, in particolare per il trasporto a spalla delle statue sacre. L’anno scorso a Oppido Mamertina, in provincia di Reggio Calabria (nella foto), la processione con la Madonna, si è fermata per qualche secondo a pochi passi dall’abitazione di Giuseppe Mazzagatti, condannato all’ergastolo. Il vescovo, monsignor Francesco Milito, aveva sospeso tutte le processioni, ripristinate pochi giorni fa ma con mille raccomandazioni, come ad esempio quella di evitare «inappropriate commistioni».
Lo stesso era accaduto in un’altra «Affruntata», quella di Sant’Onofrio, in provincia di Vibo Valentia, tanto che ieri il vescovo della diocesi di Mileto-Tropea-Nicotera, Luigi Renzo, ha comunicato il nuovo regolamento allo scopo di porre fine all’influenza degli uomini delle cosche sul rito religioso. Una scelta inevitabile. Basta pensare che se un anno, a Stefanaconi, nello stesso lembo di terra, la processione è stata commissariata con la conseguenza che le statue furono portate dai volontari della Protezione civile, a Sant’Onofrio il rito è stato sospeso perché alcuni dei «portantini», erano uomini vicini alle cosche. Ma cosa scrive il vescovo Renzo in quelle che possono essere definite «norme anti-ndrangheta»? Innanzitutto l’invito ai cristiani a non lasciarsi «espropriare di ciò che appartiene al loro patrimonio religioso più genuino», così da evitare di lasciarlo in mano «a gente senza scrupolo che nulla ha di cristiano» e che anzi insegue una «religione capovolta» che «offende il cristianesimo popolare». Ai pastori, il monsignore chiede «segnali concreti di rottura da certi andazzi impropri», e li invita ad affidare «ai giovani che frequentano la parrocchia e sono impegnati in un cammino di fede, la possibilità di portare le statue». Su questo punto il vescovo ha stabilito che da ora in poi, la scelta di chi porta le statue debba avvenire «per estrazione», e chiunque voglia partecipare dovrà prenotarsi entro la Domenica delle Palme. Eliminata, dunque, anche la possibilità di scegliere i «portantini» in base alle offerte in denaro più cospicue. Dall’elenco di chi si prenota saranno escluse «persone aderenti ad associazioni condannate dalla chiesa, che siano sotto processo per associazione mafiosa o che siano incorse in condanna per mafia, senza prima aver dato segni pubblici di pentimento e di ravvedimento».
Infine la norma più attesa, quella che vieta categoricamente di «girare o sostare con le sacre immagini davanti a case o persone, tranne che si tratti di ospedali, case di cura, ammalati». Amen.

30 marzo 2015

Fonte IlTempo (Luca Rocca)

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