Terremoto in Nepal, due italiani morti. Dispersi quattro nostri speleologi. Bilancio: oltre 3700 vittime

Due italiani sono morti sotto una frana. Intanto sale il bilancio delle vittime del sisma che sabato ha colpito il Nepal: più di 3.700 morti e 6.500 feriti. Ancora dispersi quattro speleologi italiani del Soccorso Alpino. Stanno bene invece la 39enne di Bergamo e il 24enne veronese di cui non si avevano più notizie. Aiuti e squadre di soccorso da tutto il mondo. Caritas: potrebbero essere più di 6mila i morti.

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Kathmandu, 27 aprile 2015  – Due italiani sono morti sotto una frana, altri quattro, tutti speleologi, mancano all’appello. Ma ancora tante le segnalazioni di nostri connazionali che non hanno contattato i propri familiari. Due di queste, scattate oggi, sono subito rientrate: di una bergamasca di 39 anni e un veronese di 24, non si avevano più notizie, ma alla fine hanno telefonato a casa, sono salvi. La Farnesina ha deciso di mandare un team per i soccorsi.

Non ce l’hanno fatta invece Renzo B. e Marco P., travolti dai massi staccatasi dalla montagna mentre erano impegnati a 3.500 metri di quota in un trekking nella Rolwaling Valley. I corpi sono stati recuperati ma sono ancora sul posto. Lo ha appreso oggi l’ANSA a Kathmandu. In un ospedale della capitale vi sono altri due membri della spedizione: Iolanda M., ferita, e Attilio D., illeso. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha detto che la notizia della morte di due italiani “pare attendibile”, anche se si è ancora in attesa di “conferme fattuali”. Incontrando la stampa italiana, il titolare della Farnesina ha ricordato che “Assieme ai due compagni feriti si trova il console onorario a Kathmandu”, ha spiegato.

Continua a crescere il tragico bilancio del terremoto che ha colpito sabato il Nepal: “più di 3.700″ i morti. Lo ha riferito il portavoce della polizia Kamal Singh Bam, citato dalla Cnn, dalla Bbc e da altri media. In alcuni villaggi, il 70% delle abitazioni è stato completamente distrutto dal sisma. I feriti sono più di 6.500 feriti. Per far fronte alla devastazione causata dal peggior sisma degli ultimi 80 anni, a Kathmandu stanno arrivando da tutto il mondo aiuti e squadre di soccorso, munite di cani addestrati e attrezzature speciali per collaborare alle ricerche. Altre 90 persone sono morte nei paesi vicini, tra cui 20 in Cina e almeno 67 in India.

Il sisma di magnitudo 7.9 di sabato è stato seguito da numerose scosse di assestamento. Una scossa di magnitudo 4,2 gradi sulla scala aperta Richter, con epicentro a 42 chilometri ad ovest di Kathmandu, è stata l’ultima replica sismica registrata oggi alle 6:24 locali (le 2:39 italiane) in Nepal dal Centro sismologico mediterraneo europeo (Emsc). Lo stesso Emsc precisa che dopo la prima scossa di magnitudo 7,9 Richter di sabato, sono state 45 le repliche superiori a 4,5 gradi e 15 quelle sopra 6,5 gradi.

Le numerose forti scosse hanno anche provocato diverse valanghe sul monte Everest,  dove era iniziata la stagione ufficiale dell’alpinismo: al momento sono stati accertati almeno 18 morti, ma il bilancio potrebbe aggravarsi, data l’impossibilità, al momento, di valutare la portata della distruzione sul tetto del mondo.

E’ VIVA LA BERGAMASCA DISPERSA: HA CHIAMATO – “Fiorella ha appena chiamato a casa, sta bene, è a Kathmandu non è riuscita a chiamarci prima perchè lì è tutto distrutto, ma ha già prenotato il volo per rientrare in Italia, dovrebbe arrivare domani”: Gianni Fracassetti, contattato dall’ANSA, non nasconde il sollievo per aver risentito la voce della figlia, che è in Nepal e di cui non si avevano notizie dal giorno del sisma.

RIENTRA ALLARME PER VERONESE: HA TELEFONATO – È rientrato l’allarme per lo scalatore veronese che si temeva fosse disperso in Nepal dopo il terremoto. Giovanni Cipolla, 24 anni, ha telefonato ai suoi familiari per rassicurarli sulle sue condizioni. A causa del sisma si erano interrotte le comunicazioni e per questo si erano persi i contatti. La zia del giovane ai cronisti ha riferito che il nipote sta bene e la famiglia è tranquilla.

ANCORA DISPERSI I 4 SPELEOLOGI – Ancora nessuna notizia dei quattro speleologi italiani del Soccorso aplino che si trovavano a Langtang, uno dei villaggi distrutti dalle valanghe provocate dal sisma in Nepal, per una spedizione che comportava l’esplorazione di alcune forre.I contatti con Giuseppe ‘Pino’ Antonini, 53 anni, di Ancona, Gigliola Mancinelli, 51 anni, anche lei di Ancona, medico anestesista, Oskar Piazza, del Soccorso alpino del Trentino Alto Adige, e Giovanni ‘Nanni’ Pizzorni, 52 anni, genovese, esperto torrentista, si sono interrotti da sabato. La speranza è che abbiano difficoltà a ricaricare i telefoni satellitari che hanno in dotazione. Il Soccorso alpino delle Marche, intanto, sta cercando di attivare i contatti in zona con guide nepalesi. “Il Nepal – dice Paolo Panini – è per molti di noi una seconda casa, in quel Paese organizziamo molte spedizioni e abbiamo una serie di contatti”. Ma per il momento sembra che nessuno sia in grado di dare informazioni sui quattro tecnici.

TEAM FARNESINA IN PARTENZA – Dovrebbe arrivare fra circa un’ora a Katmandu il team dell’unità di crisi della Farnesina partito ieri per monitorare la situazione sul terreno a seguito del terremoto e per assicurare assistenza ai connazionali che si trovano attualmente in Nepal. È quanto si apprende dalla Farnesina. La squadra collaborerà con un advanced team della protezione civile. Ieri il ministero degli Esteri aveva fatto sapere di avere rintracciato 300 italiani incolumi, precisando che le segnalazioni continuano ad arrivare e il lavoro dell’unità di crisi prosegue “senza soluzione di continuità”.

ABBIAMO VISTO LA MORTE IN FACCIA  – “Abbiamo visto la morte in faccia”: lo ha detto l’alpinista Mario Vielmo, uno dei cinque italiani che hanno raggiunto il laboratorio Piramide dell’associazione Ev-K2-Cnr, che si trova a 5.050 metri di quota sul versante nepalese dell’Everest. La testimonianza è stata raccolta con una registrazione audio della stessa associazione. Con Vielmo, di Lonigo (Vicenza) si trovano nel laboratorio Piramide altri quattro alpinisti italiani: Claudio Tessarolo e Annalisa Fioretti, entrambi di Vicenza, Sebastiano Valentini di Canazei (Trento) e Marco Sala, di Borca di Cadore (Belluno). “Stiamo tutti bene, per nostra fortuna – ha detto Vielmo – ci è andata veramente bene, siamo stati graziati. Lo posso dire perché abbiamo visto la morte in faccia”.

MOLTI INGHIOTTITI DAI GHIACCI  – Persone, impossibile dire quante, inghiottite dai ghiacci nei crepacci che si trovano in una delle zone più pericolose dell’Everest, quella che collega il campo base al Campo 1. Lo riferisce l’associazione Ev-K2-Cnr, sulla base di quanto riportato ieri dagli sherpa sulla conseguenze di un fenomeno diverso rispetto a quello delle due valanghe.  A riferire la testimonianza degli sherpa è l’alpinista Mario Vielmo. La zona in cui sono state viste le persone intrappolate nei ghiacci è quella nota agli alpinisti come ‘icefall’, la cascata di ghiaccio che si trova tra il Campo base dell’Everest e il Campo 1 e si trova nella zona opposta a quella colpita nei giorni scorsi dalle due valanghe. “È un percorso molto pericoloso – osserva il portavoce dell’associazione Ev-K2-Cnr, Pietro Coerezza – perchè lì il ghiaccio è normalmente in movimento”. Basti pensare che in un crollo avvenuto sulla icefall un anno fa avevano perso la vita 16 persone, per la maggior parte sherpa. “È difficile – aggiunge l’associazione – avere una stima di quante possano essere le vittime”. Le due valanghe, avvenute sul versante opposto dell’Everest, hanno invece provocato complessivamente, secondo le stime, fra 19 e 22 vittime e 60 feriti.

UNICEF: SERVONO AIUTI PER QUASI 1 MILIONE DI BAMBINI  – Sono almeno 940.000 i bambini che hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria dopo il terremoto in Nepal. E’ quanto ha riferito l’Unicef, il cui personale presente nel Paese ha registrato il progressivo esaurimento di forniture di acqua e alimenti, interruzioni di corrente e il blocco della rete mobile. “Questa crisi lascia i bambini particolarmente vulnerabili: l`accesso limitato all’acqua potabile e ai servizi igienici mette i bambini a grave rischio di malattie trasmesse dall’acqua, mentre alcuni bambini sono rimasti separati dalle loro famiglie”, si legge in un comunicato. L’agenzia dell’Onu ha mobilitato lo staff e sta utilizzando le scorte di emergenza per rispondere alle necessità umanitarie urgenti dei bambini, concentrandosi su acqua e igiene, nutrizione, istruzione e protezione dell’infanzia. Inoltre, conclude la nota, l’Unicef sta per inviare due voli cargo con un totale di 120 tonnellate di aiuti umanitari, tra cui forniture mediche e ospedaliere, tende e coperte per il trasporto aereo urgente a Kathmandu.

CARITAS: POTREBBERO ESSERE 6MILA LE VITTIME – “Il bilancio delle vittime continua a salire costantemente. Siamo a oltre tremila morti ma le stime, considerando i distretti colpiti, potrebbero toccare seimila persone. Si calcola vi siano già 5.000 feriti e migliaia sono sfollati e senzatetto”: lo dice p. Pius Perumana, direttore della Caritas del Nepal a Fides.

MORTI DUE FRANCESI, DISPERSI 676  – Una coppia di turisti francesi è morta a Katmandu a causa del terremoto di sabato e una decina di francesi sono rimasti feriti. Lo ha annunciato in conferenza stampa il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, aggiungendo che sono inoltre in corso le ricerche di 676 francesi di cui no si hanno notizie. Le autorità di Parigi sono invece riuscite a mettersi in contatto con 1.400 francesi che sono sani e salvi in Nepal. La donna che è morta lavorava nel team della ministra francese della Cultura.

IERI ANCORA FORTI SCOSSE DI ASSESTAMENTO – Nuova forte scossa di terremoto in Nepal e India avvertita anche nella capitale indiana di New Delhi. Nuove valanghe si sono registrate al campo base di Mount Makalu, alle pendici dell’Everest. “Una scossa fortissima. Siamo scappati tutti fuori dall’hotel Annapurna. La gente gridava e il pavimento dondolava come se si fosse sull’acqua”. Questo il messaggio via Whatsapp dell’inviata dell’ANSA a Kathmandu. Tre forti scosse di assestamento anche nella notte: secondo i rilevamenti dello United States geological survey (Usgs), una di magnitudo preliminare 5.6 è stata registrata alle 5:01 ora locale (l’1:16 in Italia) con ipocentro a 10 km di profondità ed epicentro 45 km a ovest-nordovest di Kathmandu. Si tratta della terza replica più forte (6.6 e 5.7 le altre).  Dispersi quattro speleologi italiani. Rintracciati, dopo ore di angoscia, due fratelli fiorentini.

RINTRACCIATI DOPO ORE DUE FRATELLI FIORENTINI – “Ha telefonato la ragazza di mio figlio: stanno tutti bene”. Lo ha detto Marco Lituani, padre dei due fratelli fiorentini di cui non si avevano notizie da dopo il terremoto in Nepal. Marco Lituani è uscito dal suo laboratorio di scultura e ha dato la notizia ai giornalisti presenti davanti a casa. Sono finite così ore d’ansia per i familiari di Daniel e Elia Lituani, 25 e 22 anni.  L’ultimo contatto con i genitori risaliva a pochi giorni fa, con una mail inviata da Pokhara. I due fratelli  erano partiti per il Nepal due settimane fa. Buone notizie anche da alpinisti marchigiani e da escursionisti bolognesi di cui non si sapeva nulla. Farnesina: “Rintracciati 300 italiani”

CROLLATA LA TORRE UNESCO – Almeno 250 corpi senza vita sono stati recuperati dalla storica torre Dharahara, patrimonio Unesco, crollata a Kathmandu (clicca sulla foto a sinistra per vedere la gallery). La torre, conosciuta anche come Bhimsen Towe, era alta quasi 62 metri e si sviluppava su nove piani.