YARA, BOSSETTI RINVIATO A GIUDIZIO

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Massimo Bossetti sarà processato il 3 luglio davanti ai giudici della Corte d’Assise di Bergamo per l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio. L’ha deciso il gup di Bergamo Ciro Iacomino.

Udienza preliminare per il muratore accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. Durante l’udienza i difensori dell’uomo hanno chiesto di riptere il test sul Dna del loro assistito. Richiesta, però, respinta dal Gup. Secondo quanto spiegato dal suo legale, Claudio Salvagni, il muratore ha espresso l’intenzione di essere presente e, forse, farà delle dichiarazioni spontanee per ribadire la sua estraneità al delitto. La Procura insisterà per il rinvio a giudizio per omicidio aggravato e calunnia ai danni di un collega sul quale il muratore avrebbe cercato di indirizzare le indagini.

Il secondo piano del tribunale di Bergamo è ‘blindato’ per assicurare il tranquillo svolgimento dell’udienza preliminare a carico di Bossetti, arrestato il 16 giugno scorso per l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio. Sono numerose le troupe televisive fuori dall’ edificio. Non sono presenti all’udienza il padre e la madre di Yara che hanno preferito evitare clamore. Attraverso il loro legale, Enrico Pelillo, si costituiranno parte civile come la sorella, diventata maggiorenne, della tredicenne uccisa.

I difensori di Massimo Bossetti, imputato per l’omicidio di Yara Gambirasio, hanno chiesto la nullità del capo di imputazione in quanto questo presenta un doppio luogo di commissione del delitto: Brembate di Sopra e Chignolo D’Isola. Hanno inoltre chiesto la nullità o l’ inutilizzabilità degli accertamenti biologici compiuti dal Ris in quanto esperiti con lo strumento della delega di indagine e non, invece, con l’avviso alle parti. Quest’ultima questione era già stata respinta dai giudici del tribunale del Riesame ma la Cassazione, sul punto, non ha ancora depositato le sue motivazioni. Il Gup di Bergamo Ciro Iacomino si è ritirato in camera di consiglio per decidere.

La difesa ha chiesto anche la ripetizione, con la formula dell’incidente probatorio, dell’esame del Dna trovato sul corpo della ragazza e attribuito al muratore. A quanto si è saputo (l’udienza si è svolta a porte chiuse), la Procura si sarebbe opposta. In precedenza il gup aveva respinto alcune eccezioni sollevate dalla difesa.

Fonte ANSA

Roma, 27 aprile 2015