Italicum alla prova della fiducia (LIVE). Fassina: più di 30 ‘no’. Letta: “Io esco”. Renzi: “Arrogante? Faccio il mio dovere”

L’italicum di Renzi alla prova della prima fiducia alla Camera, dopo la bagarre di ieri in Aula e le dure prese di posizione del ‘triunvirato’ Bersani, Bindi, Speranza

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L’italicum di Renzi alla prova della prima fiducia alla Camera, dopo la bagarre di ieri in Aula e le dure prese di posizione del ‘triunvirato’ Bersani, Bindi, Speranza, mentre l’ex premier Enrico Letta, che prima di lasciare il Parlamento vuole farsi sentire sempre più spesso in un’intervista al nostro giornale dice “No al pensiero unico: lascerò l’aula”.
Gli ‘step’ di oggi: a partire dalle 13,45 sono attese le dichiarazioni di voto mentre dalle 15,25 scatta il voto sulla questione di fiducia posta ieri dal governo sull’approvazione, senza emendamenti e articoli aggiuntivi, dell’articolo 1 dell’Italicum.

Intanto Matteo Renzi, consapevole di giocarsi tutto in quest’occasione, dopo la lettera aperta ai circoli del partito e gli Sms ai deputati, scrive anche alla Stampa per sottolineare il merito della legge elettorale fortemente voluta: “Impedisce le solite ammucchiate chiamate coalizioni”. In attesa del voto, si registrano appelli da entrambi i ‘fronti’.

LA E-NEWS DI RENZI – “Sulla legge elettorale sono giorni di polemica e discussione. Rispetto le posizioni di tutti e di ciascuno. Su La Stampa, spiego la mia, sulla legge, sulla fiducia, sulla necessità di cambiare. Fa male sentirsi dire che siamo arroganti e prepotenti: stiamo solo facendo il nostro dovere“, scrive il premier Matteo Renzi in una e-news.  “Siamo qui – continua – per cambiare l’Italia. Non possiamo fermarci alla prima difficoltà. Se accettiamo anche noi, come accaduto troppo spesso in passato, di vivacchiare e rinviare, tradiamo il mandato ricevuto alle primarie, dal Parlamento, alle europee”.

INTERVISTA / Letta: “No al pensiero unico, lascerò l’aula” – di P. F. DE ROBERTIS

BERSANI: PRECEDENTE – “Temo che Renzi stia sottovalutando il precedente che sta creando, un precedente che porterà a niente di buono”, dice Pierluigi Bersani, che non parteciperà al voto di fiducia, a Radio Popolare e Gr Parlamento.  L’ex premier non è stupito dalla posizione presa dall’ex capogruppo Roberto Speranza: “Lo conosco, è una persona di principi, su un tema di questo genere ci può essere la disciplina di partito, ma anche una di corrente, e ogni deputato davanti al tema della democrazia deve fare la sua scelta”.
Bersani spiega perché non voterà la fiducia: “Ne ho votate ben 17, più di una al mese, sono pronto a votarne 18, ma lo faccio sugli atti del governo, non posso accettare come cittadino, parlamentare, membro del partito democratico che si zittisca il Parlamento su un tema come la legge elettorale”.  Il timore di Bersani è il precedente che Renzi sta creando e lo spiega: “Buttare fuori le persone dalle commissioni parlamentari, mettere la fiducia su questo tema, è un precedente piuttosto serio di cui non voglio prendermi la responsabilità. Non porterà a niente di buono, posso immaginare che siamo noi il meglio, ma chi arriverà dopo Renzi potrà essere peggio di lui, sotto il profilo della sensibilità democratica, posso immaginarlo si chiede Bersani. Non sarà offensivo per Renzi immaginare che chi arriva dopo possa essere peggio di lui e noi gli diamo dei precedenti uguali?”.

FASSINA: SIAMO PIU’ DI 30 – “Chi è in fuorigioco in questo momento è Renzi, non la minoranza del Pd che non voterà la fiducia”, commenta a Radio Città Futura, l’esponente della minoranza Pd Stefano Fassina.  “Bisogna capire come evitare questo strappo drammatico, dopodiché è evidente che sarà un passaggio che lascerà dei segni, sarebbe stupido provare a negarlo – ha aggiunto – Non so quanti saremo precisamente a non votare la fiducia, perché ci sono colleghi che stanno ancora riflettendo, ma credo che alla fine dovremo essere un gruppo numeroso, probabilmente più di trenta. Oltre alla quantità va considerata la rilevanza politica di chi non voterà: l’ex segretario, l’ex presidente, l’ex primo ministro, i due sfidanti alle primarie e l’ex capogruppo del Pd“, ha concluso Fassina.

GIACHETTI: FIDUCIA E’ DIRITTO – La fiducia sull’Italicum “è un atto previsto dalla Costituzione, un diritto della maggioranza nell’esercizio delle sue funzioni. Ricordo quello che disse Aldo Moro: la fiducia, se non inflazionata, agevola il lavoro politico sui tecnicismi parlamentari”, dice Roberto Giachetti, parlamentare Pd e vicepresidente della Camera, che a Intelligonews aggiunge: “Stiamo procedendo sulla strada giusta. Entro la prossima settimana l’Italicum sarà legge“. Per Giachetti in queste ore “la contabilità” dei singoli voti “conta poco, è relativa”, così come “il passaggio di singoli parlamentari da una parte all’altra”: “Lo leggo più in termini di sensibilità democratica o costituzionale che in termini di caste contrapposte o di parlamento vs governo”

SASSOLI: UE NON CAPIREBBE –  “Visto da Strasburgo, l’atteggiamento della minoranza Pd è ancora più incomprensibile“, osserva Davide Sassoli. Il vicepresidente Dem del Parlamento Europeo ricorda che “in queste ore il Parlamento europeo sta discutendo di come affrontare l’emergenza migranti nel Mediterraneo, dei fondi alle Regioni per l’occupazione giovanile, di Expo, dei problemi dell’agricoltura italiana” e dunque “mai come ora abbiamo bisogno di una Italia unita, di un governo forte e autorevole che goda della piena fiducia del Parlamento. Trovo inspiegabile che la minoranza Pd, proprio in questo momento, non avverta il peso delle proprie responsabilità di fronte agli italiani. Negare la fiducia al governo Renzi non sarebbe capito da nessuno in Europa”.

CUPERLO: PD E’ CASA MIA –  “Ieri si è compiuto uno strappo incomprensibile, tanto più che i voti della mattina avevano confermato la tenuta sostanziale”, racconta a Sky TG24 l’esponente della minoranza Pd Gianni Cuperlo, a proposito della scelta del Governo di porre la fiducia. “Questo voto – ha proseguito – rappresenterà un precedente rischioso, non per il Pd o la sua minoranza, ma per la qualità delle nostre istituzioni”. In merito alla possibilità che ci possa essere una scissione all’interno del partito, Cuperlo ha spiegato: “Penso che lo spazio debba trovarsi dentro il Pd. Credo nel mio partito, credo sia una forza che deve rimanere profondamente radicata nel suo campo, la sinistra e il centrosinistra. Questa è la casa che abbiamo voluto, non è ancora il partito che abbiamo immaginato, ma lavoreremo dentro il partito per farlo diventare ciò che crediamo debba essere”.

APPELLO M5S – “Renzi ha dimostrato tutta la propria codardia, poteva affrontare l’Aula ma ha messo la fiducia. Unico precedente equiparabile è quello di Mussolini nel 1923. Chiediamo alla minoranza Pd di non uscire dall’Aula ma di votare no alla fiducia e no all’Italicum per mandare a casa Renzi”, dice Danilo Toninelli del M5S, aggiungendo: “Approvato l’ talicum, Renzi va a votare subito. La giustificazione quale sarà? Non passa la riforma del Senato, incolperà la minoranza del Pd o le opposizioni perché faranno ostruzionismo, dirà che lui non vuole fermare il Paese e andrà a elezioni con l’Italicum”..

IRONIA SUL WEB –  Il dibattito sull’italicum contagia la rete. La pagina Facebook ‘fotomontaggi politici’ interpreta il passaggio parlamentare ricorrendo con ironia ai manifesti funebri. “Per la 456ma volta da quando governa Matteo Renzi è morta la democrazia”, è scritto sul necrologio (nella foto). A darne il “triste annuncio Silvio, Renato, Pippo, Stefano, ilSalvini, Ignazio, Dibba, Dudù e Daniela”.

29 aprile 2015

(fonte LaNazione)

AP