“Nulla di grave, hanno picchiato un poliziotto” La rabbia degli agenti dopo gli scontri

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Gli scontri di Milano per l’inaugurazione dell’Expo erano stati preventivati dagli operatori di Polizia e da buona parte degli Italiani. A quanto pare però c’era qualcuno che, stranamente, non si aspettava questa grande esuberanza dei no-expo. Già alcune settimane fa la Consap aveva denunciato l’improvvisazione che regnava all’interno della Polizia in vista dell’Expo, come scritto in un comunicato del sindacato di polizia. Ma tranquilli cittadini italiani, niente di grave, è avvenuto solamente che Milano è stata messa a ferro e fuoco e i poliziotti presi a bastonate, bruciati, contusi… nulla di veramente grave. Tanto noi ci rialziamo subito, siamo fatti di gomma. Ogni tanto moriamo, ma che volete ci può stare! Lo sanno anche i nostri figli e le nostre mogli che, a volte, attendono un po’ angosciate il nostro ritorno a casa! Certo lo spettro di Genova è sempre presente, ma è solo un ricordo lontano, perché i Poliziotti e la Polizia ha molto imparato dagli errori commessi in quei giorni e certe cose non si ripeteranno più. Qualche cosa, però, non ha funzionato nella gestione dell’ordine pubblico a Milano, se lo stesso Questore della città ha dichiarato di avere avuto l’impressione che ci sia stato, da parte dei manifestanti un tentativo di sviare la Polizia per allontanarla dal centro…. Sembrava tutto molto ben organizzato, almeno da parte dei manifestanti! Meno brillante l’organizzazione dell’ordine pubblico. Chissà se tra coloro che hanno appiccato le fiamme a Milano c’era anche qualcuno dei 15 francesi fermati giorni fa dalla Digos, ma che non si sono potuti espellere subito perché identificati oltre le 24 ore!! O di qualcuno degli italiani denunciati e rimessi subito in libertà perché trovati in possesso di martelletti frangivetro, mazze, fionde, maschere antigas e mazze con la punta in ferro nonché l’occorrente per costruire le molotov! La libertà….
Siamo arrabbiati, umiliati, offesi e derisi. Anche incazzati! Si pensa ad introdurre strumenti di controllo e verifica dei poliziotti durante le manifestazioni, ma nessuno pensa a triplicare le pene per chi commette violenze durante le manifestazioni? Vogliamo l’introduzione del reato di torture e sevizie contro le forze dell’Ordine in servizio. Le foto parlano chiaro! Siamo carne da macello, dimenticati da tutti. Sapete che la tuta dei reparti mobili è ignifuga? Si, ma il cosiddetto Combat Jacket del reparto mobile, il gilettino a rete con le tasche, invece è sintetico e prende fuoco subito, quasi come la carta! E oltre al danno la beffa: le condizioni dei poliziotti inviati a Milano in occasione dell’Expo per potenziare la vigilanza sono quasi inaccettabili, nonostante i milioni di Euro spesi per questa grande passerella “Mentre i membri del Governo stirano lo smoking per la passerella, il Ministero dell’Interno è impegnato nella delicata operazione di far accatastare letti nelle piccole stanze del residence di Pieve Emanuele, una struttura che dista 40 chilometri dall’area Expo, ma in realtà lontanissimo anche da qualsiasi luogo abitato, e che sarà una delle “case” dei poliziotti. Gli altri alloggeranno, sempre stretti come sardine, in due altri alberghi che distano 30 chilometri dall’area Expo, mentre i più “fortunati” potranno alloggiare nelle baracche degli alloggi di Rho, con una mensa pessima e pochi metri quadrati a testa, come se fossero nelle celle di un convento.

“Ci stanno trattando peggio degli immigrati – dichiara il Segretario nazionale della Consap Giorgio Innocenzi – hanno inviato uomini senza avere alloggi adeguati né poter garantire loro un rapido accesso alle mense di servizio ed ai luoghi dove si potranno consumare i pasti”.

“Il nostro desiderio è quello di essere trattati come i migranti. Infatti proprio in queste ultime settimane abbiamo denunciato o appreso dai media numerosi casi di immigrati che rifiutano alloggi in hotel a 3 o 4 stelle magari solo perché manca la parabola o il collegamento wi fi o perché lontani dalla città, come il caso recente di Corleone, in provincia di Palermo. Il Governo tratta i poliziotti in maniera indegna”, continua ancora Giorgio Innocenzi.

Rifletteteci un attimo. Noi non siamo complottisti. Ma questo sistema tende all’autodistruzione. La fine dell’autorevolezza, badiamo bene non dell’autoritarismo, e del rispetto per le istituzioni porta all’anarchia. Ma a cosa servono i proclami che i colpevoli verranno duramente puniti, se non c’è nessuna strategia di sicurezza.? Un proclama è fatto di parole e con le parole non si fa sicurezza.
Fonte Si24

Roma, 2 maggio 2015