Questo Maometto non s’ha da disegnare

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Due uomini armati aprono il fuoco a un concorso di vignette a Dallas. Tra gli ospiti c’era anche il politico olandese Wilders.

Due uomini armati hanno aperto il fuoco a Garland, vicino Dallas in Texas, negli Stati Uniti, a un concorso di vignette satiriche dedicate al profeta Maometto. I due, avrebbero cominciato a sparare da un’auto nel parcheggio antistante l’evento, dopodiché sono stati uccisi dalle autorità. Durante la sparatoria un agente è stato colpito alla gamba ed è stato portato in un ospedale locale per le cure.

I partecipanti al concorso “Disegnare il Profeta”, che si svolgeva al Curtis Culwell Center, sono stati successivamente portati via dalla struttura sotto scorta armata. All’evento partecipava anche il leader della destra olandese del “Partito per la Libertà”, Geert Wilders. “Alcuni colpi sono stati sparati all’evento di Garland sulla libertà di espressione con vignette su Maometto. Ho appena lasciato l’edificio”, ha twittato Wilders alle 19.52 ora locale.

La competizione è stata organizzata dallaAmerican Freedom Defence Iniziativeche ha messo in palio 12.500 dollari per il vincitore che si chiama Bosch Fawstin, secondo quanto pubblicato sui social media da alcuni partecipanti. La manifestazione, secondo gli organizzatori, è stata ideata in risposta al massacro di Charlie Hebdo a Parigi nel gennaio scorso.

Proprio in questi giorni, negli Stati Uniti, la decimazione della redazione francese del periodico satirico aveva diviso la comunità degli intello. Il prestigioso Pen Club, circolo letterario nato nel 1922, ha deciso infatti di assegnare il premio annuale alla libertà di espressione ai redattori di Charlie Hebdo. Decisione che, come ha scritto Giulio Meotti sul Foglio, “ha spinto numerosi scrittori a ritirare la propria partecipazione come ospiti dal gala annuale del 5 maggio. Gérard Biard, direttore di Charlie Hebdo, e Jean-Baptiste Thoret, della redazione del settimanale, saranno presenti a New York per ritirare il premio. A boicottare la cerimonia saranno, fra gli altri, lo scrittore canadese Michael Ondaatje, l’autore del “Paziente inglese” da cui venne tratto l’omonimo film; Peter Carey, il più celebre scrittore australiano vivente, autore di “Oscar e Lucinda” e candidato più volte al premio Nobel; Teju Cole, uno degli scrittori statunitensi più trendy della sua generazione e autore di “Città aperta” (Einaudi); Rachel Kushner, l’autrice di quel “Telex from Cuba” che ha vinto premi e plausi della critica anglofona; e la scrittrice della “Bellezza delle cose fragili”, Taiye Selasi“. Contro le “fighette” che oggi boicottano Charlie Hebdo, invece, è sceso in campo Salman Rushdie.

 

 

Fonte Il Foglio

Roma, 4 maggio 2015