Sputi e detergenti nel cibo delle altre. Arrestata la coinquilina terribile – Video

Una telecamera nascosta l’ha ripresa mentre sputa nei piatti delle compagne di stanza e contamina il loro cibo con detergente per vetri. La convivenza tra studenti fuori sede può giocare davvero brutti scherzi. Lo sanno bene le coinquiline di Hayley King, studentessa della University of Carolina, già eletta dalla rete “la compagna di stanza che nessuno vorrebbe mai avere”. Grazie a una telecamera nascosta lo scorso febbraio la ragazza di 22 anni è stata immortalata mentre sputa nel cibo delle “amiche” e mentre spruzza detergente per vetri nei pasti delle sue compagne di stanza.

IL FILMATO – Come hanno raccontato le due anonime coinquiline agli agenti del Columbia Police Department nei giorni precedenti alla registrazione del filmato c’erano stati diversi scontri verbali tra le ragazze. Dopo i ripetuti diverbi le coinquiline aveva chiesto alla King di lasciare l’appartamento, ma la ventiduenne non ne ha voluto sapere e sarebbe diventata ancora più litigiosa. Per questo le ragazze avrebbero deciso di nascondere una telecamera in casa e filmare la King quando era sola. La prima volta che hanno visto il video sono rimaste senza parole. In uno spezzone del filmato si vede la ventiduenne aprire il frigorifero, prendere alcuni contenitori dove si trovava il cibo delle compagne di stanza e sputarci ripetutamente. Non contenta, dopo alcuni secondi, la ragazza acciuffa il detergente Windex e ne spruzza una buona dose nei pasti conservati in frigo

ARRESTO – Una delle due coinquiline della King avrebbe mangiato un po’ del cibo contaminato, ma senza subire conseguenze fisiche, tuttavia la difficile convivenza le avrebbe causato svariati problemi: “Sono rimasta indietro con uno dei miei corsi – ha spiegato la studentessa ai media locali – Ero troppo presa da ciò che accadeva in casa”. Dopo aver visionato il famigerato filmato, la ventiduenne ha ammesso le sue colpe e lo scorso 9 febbraio è stata arrestata. Rilasciata su cauzione, ora rischia fino a 20 anni di carcere.

di Francesco Tortora

Fonte Corriere della Sera

Roma, 4 maggio 2015