Bocciata la Legge Fornero. Ecco come chiedere il rimborso all’INPS

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha ritenuto incostituzionale il blocco delle perequazioni delle pensioni superiori a 1.443 euro lordi, ecco come fare per richiedere il rimborso all’Inps delle somme dovute. Un vademecum dei Consulenti del Lavoro fornisce ai pensionati tutte le informazioni utili sulla richiesta da presentare all’Inps e sull’eventuale successivo ricorso giudiziario.
inps

Il blocco della perequazione delle pensioni degli anni 2012-2013, stabilito dal Decreto Legge n. 201 del 2011 è stato giudicato incostituzionale dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 70 del 2015. Le pensioni superiori a 3 volte il trattamento minimo, e più precisamente le pensioni lorde superiori a 1.405,05 euro mensili dal 2011 in poi non sono state rivalutate negli anni 2012 e 2013 per effetto dell’art. 24 comma 25 della Legge Fornero.

La Consulta ha bocciato l’azione del Governo di allora e quindi andranno calcolate le rivalutazioni delle pensioni negli anni 2012, 2013 e successivi, ed andranno restituite, o per meglio dire erogate, a tutti i pensionati interessati. Ecco quanto spetta ad ogni pensionato.

Il buco per le finanze dello Stato di oltre 5 miliardi di euro (e qualcuno stima che i miliardi siano molti di più) ha portato a varie reazioni politiche ed ipotesi su come andranno restituite queste somme ai pensionati.

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha pubblicato il proprio vademecum per il rimborso dei crediti sulle pensioni. Nella circolare viene specificato che il blocco delle perequazione, che dà origine al credito per i pensionati, è  sulle pensioni di importo superiore a 1.443 euro lordi.

Si legge nello speciale che il primo effetto è il “diritto dei titolari dei trattamenti pensionistici di esigere il credito spettante per l’appunto dalla rivalutazione non riconosciuta e il diritto a ricevere vita natural durante il ricalcolo della pensione attualmente in pagamento per la cui misura non si è tenuto conto della rivalutazione non attribuita e invece spettante”. La Fondazione Studi stima in 6 miliardi di euro l’impatto sulle finanze pubbliche.

Nel documento viene presentato un esempio parametrato su una pensione lorda di 1.800 euro. Il pensionato in esempio avrà diritto a 3.785,97 euro lordi di restituzione, pari a circa 2.677 euro netti. Inoltre il pensionato in questione avrà diritto d’ora in poi a 1.926,81 euro mensili.

Altri esempi calcolati su 1.600 euro, 2.100 euro e 3.1000 euro di pensione lorda sono stati pubblicati da noi nell’approfondimento ecco quanto spetta ad ogni pensionato.

Come richiedere il rimborso all’Inps

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro precisa che pur se è stata ipotizzata l’approvazione di un Decreto Legge per la restituzione, per effetto della sentenza i soggetti interessati hanno già maturato il diritto a veder applicato il criterio di rivalutazione indicato nella sentenza. E quindi secondo l’opinione dei Consulenti del Lavoro non è possibile approvare un decreto legge in materia che abbia un effetto retroattivo su un diritto “già nel patrimonio dei pensionati interessati”.

Si legge nel vademecum che “per avviare il recupero della perequazione dovrà, in via preventiva, depositarsi domanda amministrativa volta alla ricostituzione della pensione, presentata attraverso:

  1. Pin personale;
  2. tramite intermediari abilitati (consulenti del lavoro, avvocati, patronato ecc..).

Nella domanda andranno indicati tra altri dati il reddito personale e del coniuge, la data di matrimonio, la tipologia di pensione e l’IBAN.

I Consulenti ipotizzano anche quale risposta potrà pervenire dall’Inps e quali saranno le modalità di azione in ogni caso. L’ente previdenziale potrà rispondere all’istanza con un accoglimento o un diniego ma, come molto probabilmente accadrà, potrà esserci un silenzio alla richiesta di rimborso del pensionato entro 120 giorni. E in quel caso la richiesta si intenderà respinta. Al pensionato non resterà che avviare un’azione giudiziaria per il recupero dei propri crediti. Questo ovviamente se nel frattempo non avverrà una restituzione diretta da parte dell’ente previdenziale per decisione “politica”.

Nel vademecum dei Consulenti anche tutte le informazioni utili e il testo del ricorso da presentare.

9 maggio 2015
(fonte FanPage)
AP