I video di Bossetti spiato in carcere, un’inutile gogna

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La materia scotta, è incandescente, e il suo utilizzo pubblico, cioè la sua pubblicazione, via carta stampata o via video, si infila dritta dritta nell’infinita polemica sul tema del confine da tracciare intorno alle intercettazioni. Se ne parla da anni. Appunto, se ne parla, se ne discute, si litiga, si promettono o si minacciano leggi, s’invocano per un verso o si temono per l’altro verso bavagli alla stampa e alla libertà di informazione.

Si discetta sulla reale utilità nelle indagini di polizia giudiziaria e sui limiti da osservare, includendo alcune fattispecie di reato ed escludendone altre. Il malloppo di polemiche è tale che nessun governo, per quanto decisionista si proponga di essere, ha finora mai fissato un punto chiaro e fermo. La materia che scotta, sulla quale si sono riversati fiumi di opinioni per lo più contrapposte, darà ancora molte soddisfazioni ai cultori del ramo: per ora c’è solo il buio alla fine di questo tunnel di polemiche. La materia che scotta, tuttavia, qualche volta sembra scavalcare qualsiasi recinto e infilarsi, sbaraccando ogni barriera, in quel che resta della privacy in questo paese.

di Paolo Graldi
Fonte Il Messaggero 

Roma, 10 maggio 2015