Il Pd non si taglia gli stipendi e vota contro la riduzione delle indennità

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“Taglierò un miliardo di costi della politica” aveva annunciato Matteo Renzi quando era ancora solo un candidato alle primarie del Pd.

Poi, da presidente del Consiglio aveva promesso di raddoppiare i tagli, promettendo 2,5 miliardi in meno. Era il piano Cottarelli, che immaginava di risparmiare circa 900 milioni dalle riduzioni di indennità e emolumenti vari alla politica di Regioni, Comuni e partiti politici.

Ma da segretario del Partito Democratico, Renzi non pare far attenzione a quanto approvano i suoi consiglieri nei consigli regionali. Ieri sera, intorno alle 23, l’organo assembleare della Regione Molise ha bocciato una proposta di legge di iniziativa popolare che chiedeva il dimezzamento delle indennità. A votare contro la riduzione proprio la maggioranza di centrosinistra, in cui il Pd è il gruppo più rappresentativo. Favorevoli, invece, centrodestra e Movimento Cinque Stelle.

Per giustificarsi, i consiglieri Pd si sono arrampicati sugli specchi: una riduzione dei costi era già stata fatta qualche anno fa (luglio 2013). Ed è vero, anche se pure allora non mancarono le polemiche. Il Molise, infatti, fu una delle ultime regioni ad adeguarsi alla normativa varata dall’allora governo Monti in merito ai tagli dei costi della politica. Palazzo Moffa rischiava di vedersi ridurre dell’80% i trasferimenti dallo Stato centrale o di essere commissariato.

Così con la legge regionale nel Luglio del 2013 l’indennità di carica lorda era stata ridotta a 6.000 euro, più l’indennità di funzione lorda che va da 750 euro a 3000 euro, più un rimborso spese di mandato mensile esentasse di 4500€.

La proposta bocciata questa notte chiedeva di dimezzarle ancora. “Non possiamo”, hanno risposto i consiglieri del centrosinistra, motivando la decisione con la necessità di attendere il varo della normativa nazionale in materia. Cioè aspettano il loro Segretario, Matteo Renzi, che si decida davvero a tagliare i costi della politica. Come promesso.

 

13 maggio 2015

(fonte IlGiornale)

AP