«Lui ama Debora e io pulisco ogni volta il muro della mia casa»

murodebora
Tutti vittime di Debora, lui che l’ama e loro che sono costretti a ripulire le facciate di casa dalle disperate dichiarazioni.
Ma niente Carabinieri o ricorso immediato alla giustizia perchè quello che è suo malgrado il protagonista – o per meglio dire la vittima – di questa vicenda, Francesco Venier, è prima di tutto un padre di figli adolescenti ed anche uno stimato educatore, in qualità di docente del Mib School of Management dell’Università di Trieste, dove insegna Strategia e Organizzazione. Un professore di prestigio internazionale che usa principalmente le nuove tecnologie e i social con cui comunica quotidianamente con colleghi di tutto il mondo. Dunque uno stratega che però finora ha fallito.
Da un personaggio di questo calibro, tra i fondatori dei primi antesignani blog cittadini, non stupisce la strategia adottata per la caccia al vandalo che se la sta prendendo con la sua abitazione di Maniago, imbrattata due volte nel giro di pochi mesi.
«Aiutateci a individuare il graffitaro incivile che imbratta la facciata di casa nostra e le vie della nostra bella Maniago – è l’appello lanciato da Venier sui social cittadini -. Una persona, da mesi, si accanisce a scrivere sui muri in via Battiferri. All’inizio ha vergato una data per lui significativa e noi abbiamo tinteggiato e lasciato un biglietto per l’anonimo imbrattatore chiedendogli cortesemente di riflettere sul fatto che le date importanti uno se le scrive nel cuore e scrivendo sui nostri muri ci danneggia per centinaia di euro, ma non è bastato». «Incurante dei danni che ci causa il suo cervello immaturo che lo costringe a mostrare al mondo quanto è incivile e incurante degli altri, il writer ha replicato le sue gesta – ha proseguito il professore -. A questo punto, vorrei provare a parlargli, quindi se conoscete un ragazzo che bazzica la nostra zona e magari ha come fidanzata una certa Debora, o che è stato rifiutato da questa Debora, vi prego di segnalarmelo». Un post che ha scatenato le reazioni – tutte compiaciute, per le modalità urbane e di crescita sociale -, ma che ha anche fatto venire alla luce le perfomance di questo o altri vandali, da via San Rocco al parcheggio del condominio di via Colle fino ad un palazzo di via Cassandra.
Esilaranti alcune delle risposte pervenute: c’è chi si chiede se questa Debora è bona e ne vale almeno la pena di sfidare le istituzioni e rischiare una multa e chi fa un appello alla giovane da conquistare: «A Deboraaa ma e allora? Mo, se non te fai sentì, passi dalla parte del torto o te sta bene cosi?».

14 maggio 2015

(fonte IlGazzettino)

AP