Maria ostetrica record: ancora attiva a 90 anni, 7600 bimbi fatti nascere

ostetricaDue registi le hanno dedicato un film. Lei dice sempre alle colleghe: “Avete scelto un mestiere bellissimo”

Narrare la storia di Maria Pollacci, novant’anni di vitalità ed energia di cui settanta spesi come ostetrica per far venire al mondo più di settemila seicento vite, non è cosa facile. Sì, avete capito bene: sono più di 7600 i bambini nati grazie alla passione, alla professionalità e alla pazienza di questa eccezionale donna dal cuore grande, ancora in attività, nonostante gli anni.

A tentare l’impresa di raccontare Maria e le sue infinite storie, Pai Dusi e la sua compagna Annalisa Salomon,bassanesi, registi e autori del docufilm “Maria Pollaci, una vita per la vita”.
“Condensare Maria in soli quaranta minuti di filmato è stata la fatica più grande”, ci racconta Pai Dusi con un sorriso. “Aveva talmente tanti ricordi, tante storie eccezionali da raccontare, tanto entusiasmo, da far fatica a contenerla. È stato un piacere stare ad ascoltarla per ore. Sfogliare con lei gli album fotografici e i documenti con cui rigorosamente registra i nomi e i dati di tutte le mamme e le creature che ha trovato lungo il suo cammino”.

Un’infinità di volti, di sorrisi, di sguardi che nelle parole di Maria si animano dei ricordi che porta ancora, limpidi e intatti, impressi nella memoria.
“Ci sarebbe piaciuto dar spazio a tutti, ma non era davvero possibile! Così abbiamo deciso di raccontare il passato e il presente di Maria e della sua professione, cercando di testimoniarne innanzitutto il grande valore. Tentando di far trasparire il coraggio di questa donna. La sua incredibile esperienza e soprattutto il rispetto per la vita e per la maternità, che ne hanno caratterizzato ogni istante della vita e della professione”.

Ma come nasce l’idea di questo documentario?

“Annalisa, nel suo percorso, si è sempre occupata di tematiche femminili, spesso coinvolgendo anche me. Nel 2011, ad esempio, in occasione del centocinquantesimo dell’Unità, abbiamo realizzato “Mi chiamo Italia, una Storia al Femminile”. Uno spettacolo teatrale frutto della collaborazione di quattro scuole superiori del Bassanese e promosso dall’Assessorato alle Pari Opportunità. Quando Annalisa, quindi, ha incontrato Maria, durante il percorso formativo con l’associazione Le 13 Doule, ne ha subito compreso il valore. Da quell’incontro alla decisione di girare il film, il passo è stato breve”.

E le riprese sono durate quasi un anno.

“Principalmente nella casa di Pedavena, dove Maria vive dal 1964 facendo da madre ai ragazzi in difficoltà della comunità Villa San Francesco. Lì circondata dai suoi fiori e dalle foto dei bambini che ha aiutato a venire al mondo, ci ha raccontato il passato e la sua storia. Poi con mamma Cristina e il piccolo Alberto al suo fianco, “il mio bambino numero 7601” come ricorda orgogliosa nel video, ci ha raccontato il suo lavoro oggi. L’eccessiva medicalizzazione del parto negli ospedali, la paura delle donne che non sono più abituate a soffrire, il valore della pazienza che abbiamo ormai perduto. Le ultime riprese, infine, sono state fatte nel settembre del 2014, in occasione del suo novantesimo compleanno. È stato quel giorno che Maria ci ha svelato il suo segreto di longevità: “Ogni volta che aiuto una vita a venire al mondo, ringiovanisco un po’ di più”, ci ha confessato. E vedendola, non si può che crederle!”.

Maria, ostetrica di professione e mamma per vocazione, nell’attesa di festeggiare il suo novantunesimo compleanno continua la sua storia di ri-nascita. Una storia che non le ha dato la gioia di una famiglia e di figli propri,ma che lei affronta ogni giorno con dedizione, gioia e grande saggezza. A colpire sono soprattutto lo spirito e le parole che dal video regala a quante, come lei, hanno deciso di rendersi “complici” del miracolo della vita. “Avete scelto una professione bellissima”, dice alle colleghe ostetriche. “Purché sia fatta come una missione e con tanto amore”.

15 maggio 2015

IlMattino

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