Belgrado tra Mosca e l’Europa

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L’Alto rappresentante per la politica estera UE Mogherini è intervenuta a Belgrado sul processo di adesione della Serbia all’UE. Ma il ministro degli Esteri serbo Dacic frena: “non sosterremo le sanzioni contro la Russia”.

L’Unione Europea insiste da tempo nel far sì che la Serbia possa compiere progressi nelle percorso di adesione. Concetto questo che è stato ribadito mercoledì 13 maggio dall’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la SicurezzaFederica Mogherini in apertura di una conferenza svoltasi a Belgrado. “Aspettiamo di vedere un avanzamento in questo settore”, ha detto Lady Pesc.

 

Tra i partecipanti all’incontro dal titolo Politica estera e di sicurezza comune dell’Ue e adesione della Serbia, c’erano anche il ministro serbo degli Esteri Ivica Dacic, l’ex primo ministro svedese Carl Bild e il capo della delegazione europea in Serbia, Micheal Davenport.

 

Mogherini ha auspicato che Belgrado possa aprire i capitoli di adesione entro la fine dell’anno e ha valutato positivamente l’impegno del governo serbo nel percorso di avvicinamento a Bruxelles, visto come obiettivo strategico dell’esecutivo. “Accolgo con favore anche l’impegno della Serbia per i valori condivisi di democrazia, Stato di diritto e rispetto dei diritti fondamentali”, ha poi aggiunto l’Alto rappresentante.

 

European Union High Representative for Foreign Affairs and Security Policy Federica Mogherini arrives to attend a debate on the situation in Ukraine at the European Parliament in Strasbourg

 

L’Alto rappresentante della politica estera UE Mogherini auspica che

Belgrado apra i capitoli di adesione entro la fine dell’anno

 

L’intervento del ministro degli Esteri serbo, Ivica Dacic, non ha però lasciato nessun dubbio su quale sia la natura, peraltro mai nascosta, della politica estera serba. “Quando si tratta di armonizzare la politica estera del Paese con l’Unione Europea, la Serbia sostiene tutto, tranne le sanzioni contro la Russia”, ha precisato il ministro. Dacic ha anche aggiunto che le richieste di Bruxelles si riducono spesso alla questione delle sanzioni e ha sottolineato come il capitolo 31, su sicurezza e politica estera, sia molto più complesso e comprenda un ambito più vasto.

 

“La Serbia si è impegnata ad armonizzare la propria politica estera con l’UE”, ha dichiarato in proposito. Armonizzazione che secondo il ministro aveva raggiunto il 97%, percentuale che si è poi abbassata dopo l’inizio della crisi in Ucraina e, successivamente, nel momento in cui la Serbia ha deciso di non uniformarsi alle sanzioni contro Mosca.

 

Basta poco per intuire come Belgrado stia tendendo una mano verso Bruxelles, senza però voler staccare l’altra dallo storico partner, ovvero la Russia. Quanto questo doppio gioco potrà ancora durare?

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Fonte Lookoutnews.it

Roma, 16 maggio 2015