Ladro precipita da muro di 7 metri. Cercava di sfuggire alla ronda di quartiere

Immagine

Se non è un giorno di festa, da queste parti, poco ci manca. A fine giornata il bilancio è di due case svaligiate, un inseguimento con sparatoria e un ladro che, per sfuggire alla rabbia popolare e alla polizia, è caduto da un muraglione da sette metri e ora lotta tra la vita e la morte. È scivolato, dice una versione ufficiale: «Ma anche se lo avessero aiutato …». Lo sussurra uno degli abitanti di questa énclave nel quartiere genovese di Staglieno, ma lo pensano in tanti. Da qualche mese la via principale è pattugliata da un gruppo di volenterosi, che hanno organizzato delle ronde e tengono d’occhio chi entra o esce dal quartiere.

 

Si respira rabbia sulla collina che porta alla chiesa di San Bartolomeo, l’epicentro dei furti, ed è condita da un certo senso di isolamento. In questo Texas genovese il voto è un’idea lontana. Il benzinaio Stacchio è più famoso dei candidati in Regione e l’idea che il “nemico”, ricoverato in rianimazione, abbia finalmente un volto, è un risarcimento dopo mesi passati a fare la conta degli appartamenti violati. «La gente è esasperata – spiega il parroco, don Gianni Borzone – non sono molto religiosi, ma hanno un grande senso di solidarietà. Il problema è che da quattro mesi entrano dappertutto, ogni giorno. Per fortuna oggi è finita bene…».

Via delle Gavette è una stradina che si inerpica sotto a un cavalcavia dell’autostrada, fino a diventare una manciata di case a metà fra il paese e la campagna. Un posto dove si conoscono tutti e,dicono, fino a qualche tempo fa non chiudevano nemmeno la porta a chiave. «La piaga – dice Camilla Ravelli, 34 anni, contabile – è cominciata qualche mese fa». Furti negli appartamenti, nei giardini, nelle cantine, nei garage. I sospetti sono i soliti: «Rom o romeni, sempre loro. Siamo esasperati, non ce la facciamo più. È così che c’è chi ha deciso di organizzarsi».

 

Ecco, le ronde. Quassù sono in nove fissi, hanno quasi dei turni. Altri si aggiungono sporadicamente nelle ore serali. E se c’è qualcosa di strano, come accaduto ieri, si contattano via Whatsapp. Ne sono nate in altre zone di Genova, a Voltri, Pegli, Quezzi, Valpolcevera, ma anche a Rapallo e Savona. È partita così la segnalazione arrivata alla polizia a fine mattinata: «Ci sono quattro ladri in fuga, li abbiamo sorpresi e sono fuggiti».

Le volanti arrivano mentre è già caccia all’uomo. L’auto dei fuggiaschi quasi investe un poliziotto, poi si schianta. Scappano lasciando auto e refurtiva. Parte un colpo in aria. In tre riescono a darsi alla macchia. Il quarto tenta di nascondersi. Poi cade da un muraglione di sette metri. Precipita in un giardino battendo la testa su una pietra. Si chiama Daniele Sajtic, ha 29 anni, è bosniaco e molti precedenti per fatti simili. E ’ in condizioni gravissime in rianimazione all’ospedale Galliera. «Non ci sono più tracce perchè ho pulito tutto – spiega Angelo Balduzzi, proprietario di casa – Ero al lavoro a quell’ora, mi hanno raccontato che si è buttato».

Ma sarebbe impossibile dare qualunque giudizio senza capire che alla fine della via, per chi vive qui, c’è una frontiera. «È ovvio che il rischio è che la situazione sfugga di mano», sospira don Gianni. E sarebbe meglio che qualcuno se ne accorgesse.

 

Fonte La Stampa

Genova, 16 maggio 2015