Strage a Napoli, l’assassino “normale” che collezionava armi e film di guerra

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Nuovi dettagli sull’uomo che dopo aver ucciso cognata e fratello ha fatto fuoco dal balcone sui passanti: il bilancio è di 4 morti e 6 feriti. Facile ora parlare di raptus. Quattro morti, sei feriti – di cui uno grave -, l’alloggio trasformato in una polveriera pronta esplodere e tutte quelle armi detenute legalmente pongono più di un interrogativo. Il giorno dopo la strage via Miano, nel quartiere popolare di Secondigliano e con Scampia sullo sfondo, si risveglia più vulnerabile che mai. La gente ha ancora paura. «Com’è possibile che gli hanno dato il porto d’armi?» è la domanda più ricorrente seguita subito dopo da «Perché non gli hanno fatto dei controlli successivi?». Ora tutti a dire che Giulio Murolo, l’infermiere-cecchino, era un tipo silenzioso e poco incline a dare confidenza. Ma mai all’ospedale Cardarelli aveva dato segni di squilibrio? Il direttore sanitario Franco Paradiso dice di no.  E intanto a casa dello spietato killer si scopre una collezione di action movie e film di guerra da paura. Da American Sniper a War games, sono tanti i dvd e le videocassette che riproducono scene di sparatorie e tremende esecuzioni. Flash di violenza a cui probabilmente si è ispirato il cacciatore-infermiere che sembrava «normale», ma che invece covava una folle furia omicida.

di GRAZIA LONGO

Fonte La Stampa

Napoli, 16 maggio 2015