In Toscana la sinistra tifa le lesbiche

11130578_10206410491972179_275045446_nLa sinistra di Enrico Rossi , per la campagna elettorale in Toscana, non sa più che tirar fuori, tanto che ora, nelle scuole medie del Granducato, fa rispolverare un libricino del 2005 con cui si pretende di insegnare alle ragazzine in età puberale quella che è la loro identità sessuale. Rigorosamente gay, però. Perché in molte delle scuole superiori toscane di primo grado alle giovanissime viene distribuito un libretto dal titolo “Non sono l’unica lesbica al mondo”, un “piccolo manuale di sopravvivenza per giovani lesbiche”. Realizzato da Finisterrae, che opera in seno all’Arci fiorentina, il decalogo per Saffo in erba è stato stampato, come si legge in calce allo stesso, nell’ambito “dell’iniziativa Daphne con il contributo della commissione europea e con quello della direzione sicurezza sociale del Comune di Firenze”. Se si trattasse di un normale manuale di educazione sessuale ci sarebbe poco da dire, ma giudicate voi. Nel libretto si legge testualmente: “Ti senti diversa? Con le tue amiche stai proprio bene, ti cercano come confidente, nemmeno tu fossi la ‘posta del cuore’. Può anche darsi che tu sia più timida della ragazza descritta da questo quadretto o più sportiva e non hai certo tempo di annoiarti tra allenamenti e gare. Forse vale la pena chiederti se, per caso, non sei lesbica”. Fermo restando che qualsiasi adolescente si sente strano in età puberale, come si può giungere alla conclusione che una ragazzina è lesbica solo perché è la confidente di molte amichette e perché pratica sport? Se siete già allibiti da questa prima parte, sappiate che alle bambine (perché di bambine si tratta) di molte medie toscane viene fatto credere anche che avranno “una vita infelice”. Perché? Solo perché i genitori faranno sapere loro “quanto il loro gramo destino li faccia soffrire”. Peraltro, nel libercolo si osannano il lesbismo e le sue qualità, a discapito della famiglia normale: “Invece di lavare i calzini di tuo marito potrai impiegare tempo ed energie per te stessa. Non è poi tanto male, no?”. Perché essere lesbiche, si legge ancora, è “una liberazione”. Dopo aver parlato, nelle prime sei pagine, di come si faccia a capire di esser “diverse”, a pagina 7 si arriva a tirare la conclusione: “Hai capito tutto: sei lesbica”. E allora si incita: “Su, cara lesbica, vent’anni arrivano presto e università e un bel lavoretto renderanno più semplice la tua grande scalata al fantastico mondo delle lesbiche”. E allora potrai fare sesso, perché il sesso tra due donne è “baciarsi, leccarsi, abbracciarsi, strusciarsi, toccarsi, accarezzarsi, incontrarsi, penetrarsi, scoparsi”. E guai pensare che per la chiesa è tabù, perché “quella stessa chiesa ha impiegato 300 anni ad ammettere che la terra gira intorno al sole”. Non c’è che dire, una bella lezione di omosessualità a chi, adolescente, deve ancora scoprire la propria identità sessuale. Senza tener conto che fare sport o sentirsi diversi è tipico di quell’età. Perché le ragazzine alle medie, secondo il libretto distribuito nelle scuole, sono tutte lesbiche e non possono essere eterosessuali. “Una follia – spiega il candidato al consiglio regionale per Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli – perché davvero si possono fare danni enormi. I genitori che me lo hanno segnalato sono arrabbiatissimi e annunciano esposti. E fanno bene, perché in Toscana Rossi e le sue amministrazioni di sinistra pensano solo a queste cose, come al consultorio per transessuali che hanno aperto a Torre del Lago, spendendo 70mila euro all’anno, mentre ci sono malati oncologici a cui si fanno pagare 10 euro di tasse sanitarie per gli esami digitalizzati”.

18 maggio 2015
CHIARA GIANNINI