Caserta dà uno schiaffo ai caduti

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Il lato peggiore di Caserta, ovvero come umiliare i caduti e le loro famiglie.  “Il 19 maggio avremmo dovuto inaugurare a Caserta, presso l’Eremo di S. Vitaliano a Casola, il primo Sacrario nazionale alla memoria dei caduti nelle missioni di Pace. Per disorganizzazione da parte dell’amministrazione comunale di Caserta ciò non è stato possibile” l’ufficiale dell’Esercito, il colonnello Gianfranco Paglia, che da sempre si batte per i diritti dei caduti, non usa mezzi termini per definire una situazione che ha dell’assurdo e che è frutto del menefreghismo di certe amministrazioni, incuranti di quello che dovrebbe essere il rispetto che si porta nei confronti di chi muore per la Patria. “Un’offesa alle istituzioni a prosegue Paglia – che sarebbero dovute intervenire, alle famiglie che hanno perso i loro cari, ma soprattutto un’offesa a coloro che hanno sacrificato la vita pur di adempiere il loro dovere nei confronti della Patria. Evidentemente per l’amministrazione comunale di Caserta i concetti di lealtà, onore e amor di Patria sono ormai desueti”. Per proseguire: “Vorrei ricordare a coloro che hanno preso con superficialità quest’evento, che proprio su questi valori si è fondata una
Nazione che si chiama Italia. Di fronte a ciò non potevo tacere e ho ritenuto doveroso scrivere questa lettera a tutti gli organi d’informazione. In tutt’Italia si stanno celebrando cerimonie in occasione del centenario della Grande Guerra, numerose le attività svolte nelle scuole, grazie ad un protocollo siglato tra Miur e Difesa, per far
comprendere il significato delle missioni di pace ai giovani e in cosa si differenzia il soldato italiano. Mentre tutto questo accade in Italia ed in provincia di Caserta, non ultima la visita del ministro Roberta Pinotti che al Teatro Garibaldi ha incontrato gli studenti sammaritani in un convegno, Caserta, città militare, oggi poteva
essere protagonista di un grande evento: l’inaugurazione del primo Sacrario Nazionale alla Memoria di tutti i Caduti nelle Missioni di Pace allocato all’Eremo di S. Vitaliano in Casola. Mi dispiace dire che la Città in cui vivo – continua – e a cui sono legato profondamente ha perso l’occasione di essere protagonista assoluta
in questa ricorrenza così importante”.  E non è tutto: “L’Italia è stata costruita sul sacrificio dei nostri giovani che hanno dato la vita per essa; dalla prima guerra mondiale alle ultime missioni di pace. I nostri militari sono coloro che si sono guadagnati il rispetto del mondo intero da Kindu in poi, sia per le loro straordinarie capacità professionali che per le doti umane. Caserta ė una delle città da cui partono puntualmente i soldati per difendere i più deboli delle Nazioni in cui sono impegnati. Proprio per questo è stata scelta come luogo per il Sacrario, che proprio oggi doveva essere inaugurato alla presenza del ministro Pinotti e dei Capi di Stato Maggiore delle quattro Forze Armate, ma soprattutto alla presenza dei familiari dei nostri caduti”. Purtroppo questo non avverrà, a causa delle gravissime mancanze nell’organizzazione dell’amministrazione comunale di Caserta e del cerimoniale, che presi da interessi politici e personali, non hanno dedicato la giusta e meritata attenzione all’evento. È
impensabile trattare quest’evento che coinvolge i sentimenti profondi di coloro che hanno perso un marito, un figlio, un compagno, un fratello con insensibile superficialità, dimenticandosi di invitare perfino alcuni di loro.  E non le manda a dire neanche Marco Cicala, dell’Aeronautica Militare e rappresentante del Cocer Interforze: “Domenica si apriva a l’Aquila, città martoriata dal terremoto, la manifestazione degli alpini con la seguente scritta in tricolore: DAVANTI A NOI SFILANO I NOSTRI CADUTI. In qualità di rappresentante nazionale militare interforze al comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico, esprimo profondo dolore e amarezza
per quanto accaduto a Caserta. Hanno ucciso nuovamente i miei colleghi – prosegue – chi non ha memoria non può avere futuro in special modo in una città troppe volte conosciuta per la cronaca nera. Chi dimentica o non onora cittadini italiani che silenziosamente hanno dato il bene più prezioso, la vita, per la grandezza della Patria ed i più alti valori dell’essere umano, quali pace, libertà, democrazia non merita di far parte delle libere istituzioni. Stamani – tiene a dire ancora – ho ricevuto la telefonata della mamma di un caduto in Afganistan, la quale piangendo al telefono si chiedeva: per cosa suo figlio ha reso l’anima, un giovane di 20 anni che vilmente è stato ucciso da
nemici della fratellanza, amore, pace e libertà. Ora si vede trattare con indifferenza o superficialità da una città che invece tanto a dato e continua a dare alle Forze Armate e di Polizia, che a loro volta hanno donato alla stessa città eccellenze di livello nazionale. Sono sicuro che questa tristissima vicenda non si concluderà nell’indifferenza di Caserta o di pochi pusillanimi che pensano più alla campagna elettorale in corso che non al doveroso ricordo di chi ha donato il bene supremo. Questa vicenda sarà portata ai massimi livelli Istituzionale, tanto politici quanto militari. Bell’esempio”.

di Chiara Giannini

Roma, 19 maggio 2015