Renzi se ne infischia della sentenza: “Non darò soldi a chi sta già bene”

renziRenzi a Porta a Porta: “La Consulta non dice che bisogna restituire tutto, dice che quella norma va riscritta””. Poi promette: “Cambieremo la legge e permetteremo più libertà d’uscita”. E sulla scuola: “Ho fatto un errore di comunicazione”

Matteo Renzi se ne infischia della Consulta che ha stabilito come una parte della legge Fornero sulle pensioni non fosse legittima.

Lo ha dimostrato coi fatti, chiamando “bonus” un rimborso spettante ai pensionati e destinando appena 2 dei 18 miliardi necessari alla copertura del pasticcio.

E lo dimostra anche a parole, difendendo strenuamente la scelta del governo. “Dovremmo restituire 18 miliardi a chi magari guadagna 6mila euro di pensione”, ha detto a Porta a Porta, “I cittadini sanno che non ha senso prendere 18 miliardi e darli a chi sta già bene. La Consulta non dice che bisogna restituire tutto, dice che quella norma va riscritta”. E poi si vanta: “Abbiamo risolto un problema in giro di 15 giorni e abbiamo recuperato credibilità in Europa”.

Sul fronte pensioni, il premier promette comunque novità: “L’impegno del governo è chiaro ed è: liberiamo dalla Fornero quella parte di popolazione che accettando una piccola riduzione può andare in pensione con un po’ più di flessibilità. L’Inps deva dare a tutti la libertà di scelta. Se ad esempio a 61 anni vuoi andare in pensione e accetti di prendere quei trenta euro in meno. Gli italiani sono intelligenti. Bisogna dire che su tu vai in pensione a questo livello prendi x. Se vai in pensione a questo altro livello, prendi questo. Scegli tu!”.

Altro tema quello della scuola: “Per cambiare la scuola bisogna avere il coraggio di vincere alcuni tabù”, ha detto Renzi, “Non avevo sottovalutato gli insegnanti, ero certo che sulla scuola ci sarebbe stata una manifestazione di piazza fortissima. No, non ho frenato ma non sono stato bravo a comunicare la riforma” In ogni caso “non è semplice, è una discussione vera. Io non posso pretendere di imporre la mia volontà, questa non è la legge elettorale”. Poi ammette: “Di cose ne sbaglio tante, a volte la comunicazione, altre volte altro ma gli italiani sanno che ci stiamo provando, l’Italia si è rimessa in moto, caspiterina. Tornano a crescere le prospettive e l’ottimismo, questa cosa dell’uomo che non deve chiedere mai va bene per i profumi”.

19 maggio 2015

IlGiornale

ER

One thought on “Renzi se ne infischia della sentenza: “Non darò soldi a chi sta già bene”

  1. Chi sta bene molto probabilmente è perché ha lavorato 30 – 40 anni dodici ore al giorno e non ha rubato come alcuni di voi che ancora oggi percepiscono pensioni e vitalizi da capogiro.

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