Orrore in campo rom, due bimbi tra gli escrementi

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Il padre, che aveva aggredito un vigile durante i controlli della mattina sferrando un pugno, si è dato alla fuga ed è ancora ricercato.

Erano avvolti da coperte sporche di povere ed escrementi, il più piccolo su un lettino, il più grandicello in un passeggino con il femore rotto e il bacino ingessato. Fratturato già per la seconda volta nella sua breve vita: dagli accertamenti sulle cartelle cliniche è risultato che le rotture sono state due e che in un caso è dipesa da una caduta dalle scale.

Bimbi da soli

I due bimbi di due mesi e di tre anni che lunedì sera i vigili hanno trovato soli e sporchi in un container nel campo rom di via di Salone sono stati affidati ai servizi sociali. Il padre, che aveva aggredito un agente durante i controlli della mattina, sferrandogli un pugno, si è dato alla fuga ed è ancora ricercato. Il vigile aggredito è stato medicato e dimesso con una prognosi di cinque giorni. Poco dopo l’arrivo della municipale si è presentata una donna che ha dichiarato di essere la madre ma per lo stato in cui erano tenuti i due bambini i vigili hanno avviato l’affidamento ai servizi sociali. Il controllo effettuato è parte degli interventi di bonifica delle baracche abusive, controlli igienici e censimento degli aventi diritto a vivere nei campi rom. Gli interventi, alcuni effettuati dalla task force di vigili, polizia, carabinieri e guardie forestali, si stanno intensificando nelle ultime settimane anche per le questioni di sicurezza legate all’allerta terrorismo e all’arrivo del Giubileo.

Polemiche politiche

Dopo l’episodio non sono mancate le polemiche politiche. «Gli insediamenti nomadi sono divenuti veri e propri focolai di microcriminalità e degrado, che il Campidoglio non riesce ad arginare» ha dichiarato in una nota, il consigliere regionale FI e vicepresidente commissione Ambiente, Adriano Palozzi. Critiche anche dai Radicali: «Servono proposte concrete per abbandonare la politica di segregazione dei campi rom attraverso percorsi di inclusione efficaci come quelli già adottati con successo in altri paesi europei» hanno dichiarato, in una nota congiunta, Alessandro Capriccioli (Radicali Roma) e Pippo Civati (Ass. Possibile). La Lega Nord ha convocato una protesta contro il degrado per mercoledì 20 all’hotel Tiber di Fiumicino.

La manifestazione dei cittadini

«I romani sono esasperati». I comitati dei cittadini stanno rilasciando dichiarazioni e mettendo volantini su social network per radunare domenica in piazza settantuno gruppi di quartiere e liberi cittadini per chiedere «la chiusura di tutti i campi Rom di Roma». La manifestazione che si terrà a Ponte di Nona il 24 maggio alle 10, è una protesta contro i roghi, il degrado e l’insicurezza che derivano dai campi. Con loro anche 200 cani avvolti nel tricolore «a testimoniare solidarietà ai loro “colleghi” maltrattati negli insediamenti» ha detto Franco Pirina, presidente del Caop Ponte di Nona. Ma niente politici. «Da Salvini a Renzi, non vogliamo nessuno, questa è una manifestazione di popolo». L’esasperazione di molti cittadini da Ponte di Nona a Tor Sapienza, deriva anche dai frequenti roghi tossici che appestano l’aria e celano traffici di metallici illeciti in corso nei campi. «Anche il degrado nelle strade con questo rovistaggio nei cassonetti è ormai sotto gli occhi di tutti» ha detto ancora Pirina. «Questi campi sono terra di nessuno: anche i vigili del fuoco vengono aggrediti se vanno a spegnere un incendio».

Censimento in via Salviati

Martedì mattina in via Salviati sono stati controllate le baracche e le identità degli occupanti da parte dei vigili dello Spe (gruppo sicurezza pubblica emergenziale) e del gruppo Tiburtino. L’intervento è stato effettuato da trenta agenti insieme con uomini della Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia Forestale. Nel campo, diviso in due parti – una con abitanti di etnia bosniaca e una con abitanti serbi – sono state censite nella parte serba 125 persone, di cui 41 minori. Due delle unità abitative presenti nel campo erano occupate abusivamente: gli abitanti avevano anche esteso i locali con suppellettili e pareti aggiunte. Le persone sono state invitate al ripristino dei luoghi alle condizioni originali, e uno dei nuclei abitativi, oggetto di ordinanza di sgombero, è stato liberato e gli occupanti allontanati perché non aventi diritto. Nella parte serba sono state censite 305 persone di cui 139 minori, anche qui un modulo abitativo è stato liberato da occupanti non aventi diritto. Gli agenti hanno inoltre controllato tutti i veicoli all’interno del campo, circa 40, trovandone due senza assicurazione. Due furgoni carichi di rifiuti sono oggetto di controllo.

di MANUELA PELATI

Fonte Corriere della Sera

Roma, 20 maggio 2015