Decapitato giornalista che denunciava narcos e pedofili

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Torturato e ucciso per aver denunciato nei suoi articoli il traffico di droga e la prostituzione minorile presenti nella regione in cui lavorava: questa una delle ipotesi allo studio degli investigatori per spiegare la violenta morte di un giornalista d’inchiesta brasiliano, Evany Josè Metzker, 67 anni. Il cadavere decapitato dell’uomo è stato ritrovato dalla polizia nella zona rurale di Padre Paraiso, piccolo comune nello Stato di Minas Gerais (sud-est).
Per i suoi reportage, Metzker si era trasferito da circa tre mesi nella zona nota come Valle di Jequitinhonha e considerata una delle più povere del Brasile. Era scomparso da cinque giorni: il suo corpo seminudo, in avanzato stato di decomposizione, presentava segni di percosse e le mani legate.

Il cronista si era fatto conoscere per il blog ‘Coruja do Vale’, in cui condannava i casi di corruzione nell’amministrazione pubblica, criticando in particolare l’azione di narcos e pedofili. In una nota, il locale sindacato dei giornalisti professionisti ha chiesto l’avvio di una “inchiesta rigorosa”, definendo l’episodio “un attentato contro la libertà e il diritto d’informazione”. Gli inquirenti, guidati dal commissario Fabricia Nunes Noronha, nel frattempo non escludono neppure la tesi del “crimine passionale”. Una possibilità rigorosamente scartata dalla vedova della vittima, Hilma Chaves Silva Borges. “Non ho dubbi che mio marito è stato assassinato a causa del suo lavoro. Lui analizzava sempre tutto e andava fino in fondo. Di sicuro deve aver dato fastidio a qualche potente di turno”, ha detto la donna.

Fonte Repubblica

Roma, 21 maggio 2015