«Sono cieca, mi hanno cacciato dalla scuola». «Volevamo solo tutelarla». Ed è polemica

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“Sono stata cacciata dalla scuola perché cieca”. “Non è vero, abbiamo solo evitato che potesse farsi male”. È polemica, a Poggiomarino, per un presunto episodio di discriminazione sollevato dall’associazione Uici (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti). Secondo quanto riferisce la onlus, Valeria Baselice, 48enne cieca dalla nascita, ha accompagnato la nipote fare un esame in un istituto professionale privato della cittadina vesuviana e la dirigente scolastica le ha impedito di aspettare la nipote all’interno della scuola, costringendola a lasciare l’edificio “in modo da scaricarsi dalla responsabilità di eventuali incidenti”. Ma dalla scuola poggiomarinese replicano: “Le abbiamo solo spiegato che non poteva sostare dinanzi ad un cancello automatico perché rischiava di essere travolta dalle auto”. Insiste Valeria: “La dirigente ha cominciato ad alzare la voce, dicendo che se non me ne fossi andata mia nipote non avrebbe fatto l’esame. Ho provato a protestare, ma di fronte alla minaccia ho preferito allontanarmi, questa storia mi ha molto scossa. Non ho chiesto assistenza, ho solo chiesto di poter aspettare mia nipote all’interno della scuola per non dover attendere da sola in mezzo ad una strada”. Ma anche su questo punto dalla scuola chiariscono: “Non sapevamo che fosse cieca e non ha mai chiesto di poter aspettare dentro la scuola la fine degli esami, altrimenti l’avremmo accolta. La signora ha confuso un rimprovero per una discriminazione. Abbiamo in effetti rimproverato la signora perché si era fermata in un posto pericoloso, per giunta vicino ad un cancello automatico e rischiava di essere investita. Lo avremmo fatto con chiunque altro. Quanto alla sala dove si sostenevano gli esami: è vietato accedervi a tutti quando ci sono gli esami in corso”.

Fonte Il Mattino

Napoli, 21 maggio 2015