“Niente soldi niente festa”

gianni tonelliNiente soldi niente festa.
In questo modo si può sintetizzare la parodia o la tragedia di quello che è accaduto il giorno 22 maggio, Festa della Polizia.
Non sono andato personalmente a quella nazionale perché non sapevo di cosa gioire o godere.
Le “sfighe”, purtroppo, si soffrono e si patiscono.

FESTA DELLA POLIZIA LETTERA DI UN CRETINO AI SUOI COLLEGHI
Non c’è un soldo da sbattere nell’altro. Tagliano tutti i giorni il personale con un turn over al 55% e solo grazie ad una martellante campagna mediatica SAP, a convegni, cartoline, lavavetri e l’intercessione celeste di Papa Francesco forse sarà possibile, in occasione del Giubileo, di ottenere un ingresso straordinario di 1.000 colleghi. Sarà però un risultato effimero in quanto l’avara boccata di ossigeno si esaurirà l’anno seguente a causa dei pensionamenti non rimpiazzati. Tra le altre, l’ultima legge di stabilità ci ha “fregato” i soldi dell’indennità di vacanza contrattuale bloccandola fino al 2018 a livelli di quasi deflazione facendo in tal modo presagire che sino a quella data qualcuno ha studiato di tenere bloccato il nostro contratto. L’espressione di un libero pensiero con un mi piace come sfogo di rabbia e frustrazioni ampiamente motivate e giustificate ci condanna e ci rovina la carriera. Ci dobbiamo comperare le divise oltre al toner e alla carta e, in questo contesto, il Partito dell’Antipolizia, supportato da un inaccettabile e vigliacco fuoco amico, trama e partorisce progetti contro la Polizia e i poliziotti. La miscela letale composta da farneticanti regole di ingaggio, alfanumerici e reato di tortura condannerà i poliziotti o alla galera o all’immobilismo operativo e istituzionale. Quasi quasi è meglio la miseria che potrebbe non essere incompatibile con l’allegria. Non c’è nulla da festeggiare e, soprattutto, non è una questione di sola pancia. Cara mamma, torna a casa, butta la sigaretta e abbandona quel lampione è ora di voltare pagina. I nostri valori, il senso della nostra esistenza e della nostra professione vanno riscoperti e salvaguardati per ritrovare unità e voglia di condivisione attorno alla tavola di famiglia.
Temo, purtroppo, che questo processo per ritrovarci non sarà indolore e, credete a un CRETINO, c’è bisogno di piazza …….. …….DI TANTA PIAZZA.