Touil dice no all’estradizione: “Sono sempre stato in Italia”

Alla prima udienza del giovane nel carcere di San Vittore, il marocchino ha detto di essere arrivato in Italia “solo per ricongiungersi con la sua famiglia”

touil

Majid Touil, il 22enne marocchino accusato dalla Tunisia di aver avuto un ruolo nell’attentato al museo Bardo di Tunisi il 18 marzo scorso, si oppone all’estradizione.

È quanto emerge al termine della prima udienza del giovane nel carcere di San Vittore.

La versione racconta da Abdel Majid Touil al giudice della Quinta Corte d’appello di Milano, Pietro Caccialanza, nel corso della prima udienza del procedimento di estradizione, “è coerente, non si è mai mosso dall’Italia, come avevano detto i genitori”. L’ha spiegato il suo difensore, l’avvocato Silvia Fiorentino, al termine dell’udienza.

Touil è arrivato in Italia “solo per ricongiungersi con la sua famiglia”. Il 22enne marocchino “non c’entra nulla – ha aggiunto -, e non si spiega questo errore”.

Si tratta comunque, davanti ai giudici della V Corte d’appello di Milano, del primo gradino di un iter complesso che porterà allo “svelamento” completo delle prove solo dopo che la Tunisia chiederà all’Italia di estradare il ragazzo e i giudici entreranno nel merito delle accuse per la decisione finale. I tempi sono lunghi, ci potrebbe volere anche un mese. Quella dell’estradizione per Touil, rinchiuso in isolamento da martedì, appare comunque per ora un’ipotesi molto remota. Questo per due ragioni: la Tunisia è una nazione dove vige la pena di morte e l’Italia dovrebbe avere la certezza che non venga applicata al giovane in caso di estradizione; la giurisdizione della magistratura italiana (Procura di Roma) “vincerebbe” su quella nordafricana nel caso ci fossero prove a carico di Touil per la presenza di 4 connazionali tra le vittime.

 

22 maggio 2015

(fonte IlGiornale)

AP