Pisa si piega al festival dell’illegalità. Droga e alcol per il rave party a cui il sindaco non dice no

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Un rave party a cielo aperto: niente più che questo il festival dell’antiproibizionismo. O meglio la legalizzazione dell’illegalità. Visto che al centro di Pisa, per tutto il pomeriggio di sabato, si è consentito l’uso di cannabis, alcol a fiumi, eroina, anfetamine e chi più ne ha più ne metta. La quindicesima edizione ha riconfermato quando ormai sappiamo da anni: l’amministrazione comunale pisana non chiude un occhio, ma tutti e due davanti a certe vergogne. Perché quando si tratta di evitare che il leader della Lega Matteo Salvini o quella di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, possano avere il loro diritto di far campagna elettorale nella città della torre pendente, allora ogni scusa è buona e si lascia correre che centri sociali e anarchici di sinistra lancino uova e pietre e intonino canti antifascisti, ma quando si tratta di dover respingere l’illegalità allora si fanno orecchie da mercante. Alcuni giorni fa sia il governatore della Toscana, Enrico Rossi che il direttore del giornale locale Il Tirreno (neanche a dirlo Gruppo Espresso) Omar Monastier, hanno accusato Salvini di essere “un provocatore”, giustificando di fatto comportamenti illegali, scontri e proteste dei centri sociali. Nessuna parola spesa, invece, per Canapisa. Nessun accenno alle forze dell’ordine (Polizia e Carabinieri) che per tutto il giorno hanno dovuto seguire il corteo degli scoppiati, obbligati a respirare il fumo della cannabis. Ogni pisano ha sperato in una bella retata o nell’arrivo di mago Merlino, a far scomparire la vergogna legalizzata, ma gli ordini arrivati dall’alto erano di altro genere e allora agenti e carabinieri, sottopagati, in numero inferiore al dovuto e fin troppo pazienti, hanno dovuto sopportare fino alla fine della manifestazione, intervenendo solo là dove veramente necessario e raccogliendo, a fine serata, ciò che rimaneva degli ultimi ubriachi e strafatti. Con una pazienza ammirevole, a guardare infrangere la legge senza poter far niente. La faccia peggiore di una generazione di scoppiati per i quali l’unico obiettivo è quello di ubriacarsi o sballarsi al suono di ritmi tribali. Di chi è la colpa? In primis del sindaco di Pisa, Filippeschi (Pd) che dovrebbe rifiutarsi di far finire, anche solo per una giornata, una delle città più belle del mondo in mano a un migliaio di disadattati. Ma anche dei cittadini, che non si ribellano e continuano a tollerare lo strapotere di certi governi locali. Molti negozi, a causa di questo, ieri sono rimasti ingiustamente chiusi per timore di vedere vetrine e insegne spaccate. “È intollerabile – ha spiegato la candidata al consiglio regionale per la Lega Nord Susanna Ceccardi – che Matteo Salvini debba rischiare di esser picchiato in una città come Pisa e poi si consenta a quattro disgraziati di poter fare un vero e proprio rave party con droghe e alcol in centro. È l’ora di cambiare e dire basta!”. Dietro alla manifestazione un gruppetto di giapponesi si è fermato a fotografare. “Scusate – ci hanno chiesto -, ma tutta l’Italia consente queste cose?”. “No – abbiamo risposto loro – solo quella parte d’Italia in cui governano scellerati”.

di Chiara Giannini

Pisa, 23 maggio 2015

 

One thought on “Pisa si piega al festival dell’illegalità. Droga e alcol per il rave party a cui il sindaco non dice no

  1. Hahahahahaha mi fate ride, perché non dite anche che le stesse forze del ordine non hanno riscontrato danni a cose o a persone? non dite le cose a meta su. La vendita di alcol era vietata. Ora vi posto un articolo del PisaToda, l articolo è integrale non censuro niente perché non ho bisogno di mentire, non voglio che tutti stiano dalla mia parte, voglio solo che tutti sanno la pura verità e non quello che i media vogliono fargli crede.

    Canapisa 2015 a Pisa
    “Edizione in tono minore a causa della pioggia. Gli organizzatori: “Il proibizionismo ha fallito, creando solo un mercato nero. Sfilata gioiosamente illegale ma nessun problema di ordine pubblico”

    La 15° edizione della street parade antiproibizionista Canapisa si è svolta come previsto, seguendo il percorso concordato e senza problemi per l’ordine pubblico. Circa 4mila persone, gran parte giovani provenienti anche da fuori regione, hanno sopportato la pioggia ed hanno portato il loro messaggio “gioiosamente illegale”: stop alle fallimentari politiche proibizioniste, sì al consumo consapevole ed alle pratiche di riduzione del danno, solidarietà a chi subisce in carcere le conseguenze delle leggi sanzionatorie. Ha quindi funzionato il servizio d’ordine predisposto dagli organizzatori, che aveva con forza invitato i partecipanti a mantenere un comportamento rispettoso delle persone e del contesto circostante.

    L’assembramento iniziale c’è stato intorno alle 16 in Piazza della Stazione. Qualche ora prima dall’area sono state rimosse una decina di auto rimaste parcheggiate in zona. Poi il via vero e proprio alla manifestazione alle 17.30, passando in vie adiacenti al centro storico come previsto fino via Canevari. Ci sono stati alcuni malori prima e durante la manifestazione, soccorsi dalle unità predisposte, senza gravi conseguenze, anche se i Carabinieri segnalano una ragazza in prognosi riservata. La musica è stata diffusa da 6 camioncini, agghindati come da tradizione, con balli durante il tragitto e informazioni sull’uso della canapa. In coda il servizio di pulizia, aiutato dai partecipanti.

    La Questura non ha riscontrato violenze a cose o persone, eccezion fatta per una piccola transenna del comune gettata nel greto del fiume. Non è stato consentito ad alcun ambulante abusivo di vendere bevande alcoliche durante il corteo: 10 di loro, provenienti dalla provincia di Napoli, sono stati allontanati dal percorso, così come altri 3 sono stati segnalati dalla Polizia Amministrativa mentre cercavano di vendere bevande con due veicoli e carrellini a mano. Sono stati muniti di foglio di via obbligatorio con divieto di fare ritorno a Pisa per 3 anni. Non risulta alla Questura che siano stati distribuiti alcolici dagli organizzatori.

    Ora sta a voi decidere. Non mi interessa se restate dello stesso parere voglio solo farvi riflettere sul fatto che nessuno ormai sa la verità. Ormai non siamo più nient altro di una massa di idioti attaccati allo schermo di una tv credendo reale ogni cosa detta. Vecchie e nuove generazioni che lo stato rende ignoranti solo perché un popolo ignorante ubbidisce, crede a ogni menzogna detta dai media, non fa domande e sopratutto NON SI RIBELLA! questo è il mio pensiero. Voi non siete obbligati in alcun modo a credere a quello che ho scritto perché io non sono lo stato quindi state tranquilli che la vostra libera non vela tolgo.

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