Algeria, ucciso leader del gruppo jihadista Jund al Khilafa

Blitz dell’esercito algerino sulle alture della Cabilia. In aumento il numero di europei convertiti all’Islam che attraversano il Paese per raggiungere i teatri di guerra in Libia e Siria

In Algeria venticinque terroristi sono stati uccisi tra il 20 e il 22 maggio in un’offensiva dell’esercito nel comune di Boukram, nel nord-ovest della provincia di Bouira, al confine con le province di Boumerdes, Medea e Blida. In base a fonti della sicurezza algerine, tra i terroristi uccisi figura anche uno degli uomini di punta del gruppo terroristico Jund al Khilafa, legato allo Stato Islamico e responsabile del rapimento e della decapitazione del francese Herve Gourdel nel settembre del 2014. Si tratta di Bachir Kherza, meglio noto come Abou Abdellah Al Assimi. Kherza era considerato il possibile successore del leader di Jund al Khilafa, Gouri Abdelmalek alias Abou Souleymane, ucciso nel dicembre del 2014 in un’imboscata nella città di Issers.

Nel blitz, coinciso con un raduno organizzato dai terroristi nella regione boscosa e disabitata di Sdaidia, l’esercito ha anche individuato un arsenale di guerra comprendente missili anticarro, lanciamissili, mitragliatrici, fucili e pistole. Si tratta della stessa area impervia e inospitale – situata tra le località di Ferkhouia, Sdaidia e Chetaibia nel comune di Boukram – in cui i vertici del FIS (Fronte Islamico di Salvezza, gruppo terroristico operativo negli anni Novanta in Algeria), si sono asserragliati per anni e dove successivamente si sono radicate le cellule jihadiste legate ad AQIM (Al Qaeda nel Maghreb Islamico).

Gruppi come la brigata qaedista Katiba Abou Bakr Essedik, o la milizia affiliata a ISIS di Jund Al Khilafa, sono operativi nelle province confinanti di Bouira, Boumerdes e Medea.

ALGERIA

Il gruppo Jund Al Khilafa affiliato a ISIS è operativo nelle province di Bouira, Boumerdes e Medea

 

In un’altra operazione di rastrellamento condotta lo scorso marzo dalle forze di sicurezza, era stato individuato un campo d’addestramento per jihadisti 40 chilometri a ovest di Bouira.

Eppure, secondo il ministro degli Esteri algerino, Ramtane Lamamra, “in Algeria non rimangono che delle residue sacche di terrorismo”. Quella del ministro Lamamra è però una dichiarazione smentita dai fatti. In Algeria, infatti, non solo si verificano ogni settimana episodi di terrorismo, ma recentemente è stato anche confermato che il Paese è ormai divenuto meta di centinaia di stranieri, per lo più nord-europei (Francia, Germania e Belgio) convertiti all’Islam che raggiungono il Nord Africa per unirsi a cellule jihadiste nella regione della Cabilia (tra Tizi Ouzou, Boumerdes e Bouira) o a sud. Altri, invece, sono solo di passaggio per proseguire il loro viaggio verso la Tunisia, la Libia o la Siria.

L’arrivo di jihadisti dalla Francia

Un giovane francese non arabo della Loira (Rhone-Alpes) era stato fermato a inizio maggio all’aeroporto di Algeri perché in possesso di video su attacchi terroristici ed esecuzioni, di testi di iniziazione all’Islam e di informazioni sul reclutamento di jihadisti.

Secondo il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, i convertiti che provengono dalla Francia sono per lo più originari di determinate regioni: Ile-de-France, Rhône-Alpes, Provence-Alpes-Côte d’Azur, Nord-Pas-de-Calais, Languedoc-Roussillon e Midi-Pyrénées.

24 maggio 2015

Marta Pranzetti

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