Canapisa, ragazza in fin di vita. La Lega: “Le coscienze si risveglino”

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Forse l’amministrazione comunale, il prefetto e il questore di Pisa, ora, capiranno che il Canapisa, la manifestazione antiproibizionista tenutasi sabato nella città della torre pendente non deve avere un seguito. Una ragazza fiorentina di 22 anni è infatti ricoverata in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale Cisanello di Pisa dopo avere partecipato fino a notte fonda alla manifestazione antiproibizionista. La giovane è stata soccorsa in via Canevari, nei pressi della casa circondariale Don Bosco, dove il corteo, dopo avere attraversato le strade cittadine, si è concluso e trasformato in una sorta di rave party a cielo aperto. Nel corso della giornata le condizioni della giovane sono migliorate, pur rimanendo riservata la prognosi. A quanto pare la ragazza aveva preso una miscela di droga e alcol. La notizia ha scatenato le prime reazioni. Susanna Ceccardi, candidata al consiglio regionale toscano per la Lega Nord ha chiarito: “Non c’è edizione del Canapisa che non veda ricoveri gravi di ragazzi, giovani e giovanissimi che assumono droghe di ciascun tipo durante la streetparade e poi finiscono inevitabilmente all’ospedale. Quest’anno il referto sembra aggravarsi, la ragazza 22enne fiorentina potrebbe non farcela. Ieri sono andata a fare un giro alla manifestazione, per rendermi conto direttamente di cosa accade ogni anno in questa occasione”. E prosegue: “La vista è stata sconvolgente, più che altro per l’età dei partecipanti che in media è davvero molto giovane. Quattordicenni e quindicenni che vengono lasciati allo sbando in balia di ogni possibile droga. Le istituzioni che permettono questo hanno davvero una grande responsabilità, trasmettono un messaggio diseducativo e potenzialmente letale. Mi auguro che la ragazza – dice ancora – ce la faccia e, una volta scongiurato il peggio, diventi testimonial verso gli altri ragazzi della sua generazione di quanto certe sostanze siano pericolose. Dopo questo episodio, mi auguro davvero che le coscienze di chi ha permesso questa manifestazione per anni si risveglino e ne impediscano lo svolgimento per il futuro, pensando che quella 22enne potrebbe essere stata figlia loro”.

di Chiara Giannini

Roma, 24 maggio 2015