Giovanni Falcone, vedova caposcorta realizza giardino della memoria

Al centro Tina Martinez, vedova del caposcorta Antonio Montinaro
Al centro Tina Martinez, vedova del caposcorta Antonio Montinaro

All’ingresso del tunnel dove 23 anni fa venne piazzato il tritolo che fece saltare in aria Il tratto di autostrada che da Punta Raisi porta a Palermo, c’è uno striscione con scritto Quarto Savona Quindici. Era il nome in codice dell’auto di scorta dove il 23 maggio di ventitré anni fa viaggiavano gli agenti Rocco Di Cillo, Vito Schifani e il caposcorta Antonio Montinaro. Da ieri nel giardino abbandonato fino a qualche tempo fa, proprio alle spalle della stele eretta lungo l’autostrada per commemora la strage di Capaci, Tina Martinez, la vedova del caposcorta Antonio Montinaro, è al lavoro insieme ai suoi due figli per organizzare le celebrazioni in programma per l’anniversario della strage. Sotto lo striscione, che reca una scritta nera e ritrae l’autostrada, sono stati piantati dei gerani rossi e altre piante sono stati sistemate nel piazzale. Accanto a due grandi alberi di ulivo e carrubo sono state sistemate, invece, delle gigantografie che ritraggono i tre agenti della scorta di Giovanni Falcone.

“Vogliamo ribattezzare questo giardino abbandonato – dice Tina Martinez Montinaro – in un luogo della memoria , chiamato Quarto Savona 15, dal nome dell’auto di scorta su cui viaggiavano mio marito e gli agenti Rocco Di Cillo e Vito Schifani. Noi non facciamo nessuna retorica. Siamo qui per ricordarli e lo facciamo con tanta gente che ci crede davvero”. “Ci sono persone arrivate da Verona, Carpi e Verona – aggiunge – lavoriamo da ieri per rendere questo luogo più bello e chi vorrà oggi potrà portare con sé un alberello e piantarle qui”. Tina è una donna forte e battagliera, che in questi anni ha spesso fatto sentire la sua voce. “Le istituzioni sanno cosa devono fare, non ho niente da dire loro, voglio solo ricordare mio marito. So che in questi anni è stato fatto tanto ma è chiaro che c’è ancora tanto da fare. Dobbiamo tutto a quei due magistrati, a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino, e agli uomini che li proteggevano. Palermo deve loro molto; se oggi esiste un movimento capace di scendere in piazza per dire no alla mafia è proprio perché ci sono state le stragi del ’92. Ma vanno ricordati ogni giorno, non solo il 23 maggio”. Nel Giardino della memoria oggi si è svolta una sorta di contro manifestazione, voluta dall’associazione Quarto Savona 15 e dal Movimento poliziotti democratici e riformisti, dedicata agli agenti di scorta morti nell’attentato. Dopo un minuto di silenzio alle 17:58, ora della strage, la celebrazione di una messa. Poi una fiaccolata per tenere acceso il ricordo di quel ‘maledetto’ 23 maggio del 1992.

Fonte Ansa

Palermo, 25 maggio 2015