Polonia, l’ultranazionalista Duda vince le presidenziali

dudaIl candidato del partito euroscettico Diritto e Giustizia batte il presidente uscente Bronislaw Komorowski. Il risultato mette pressione sul governo in vista delle parlamentari di autunno

Con uno scarto di 6 punti percentuali Andrzej Duda, candidato del partito nazionalista di destra Diritto e Giustizia, si è aggiudicato il secondo turno delle elezioni presidenziali tenutesi ieri, domenica 24 maggio 2015, in Polonia. Secondo gli ultimi exit poll Duda ha battuto con il oltre il 53% dei voti il presidente uscenteBronislaw Komorowski, candidato del partito conservatore di governoPiattaforma Civica, fermo al 47%. Al primo turno del 10 maggio nessuno dei candidati avevano ottenuto più del 50% delle preferenze. Nel testa a testa con Komorowski, Duda l’aveva spuntata di un solo punto percentuale (34,76% contro 33,77%).

 

I primi exit poll del secondo turno di ieri sono tardati ad arrivare per il decesso di una donna all’interno di un seggio elettorale durante le operazioni di voto. Per questo motivo i risultati definitivi potrebbe essere comunicati tra stasera e domani, martedì 26 maggio.

 

Appurata la sconfitta, Komorowski si è complimentato con lo sfidante Duda. “Rispetto la scelta del popolo polacco – ha dichiarato di fronte ai suoi elettori il presidente uscente -. Auguro al mio sfidante una presidenza di successo”. Sessantadue anni, Komorowski aveva assunto l’incarico di presidente cinque anni fa dopo la scomparsa di Lech Kaczynski, morto in un incidente aereo il 10 aprile del 2010 insieme alla moglie e ad altre 94 persone mentre si stava recando in Russia per commemorare l’anniversario del Massacro di Katyń.

 

Alla vigilia di queste elezioni Komorowski era dato per favorito. Durante il suo mandato aveva puntato a rafforzare i rapporti tra la Polonia, l’UE e la NATO. All’inizio di maggio aveva firmato una risoluzione per la creazione di una unità militare formata da soldati di Polonia, Lituania e Ucraina (in Polonia il presidente ha poteri limitati ma è a capo delle forze armate e può porre il proprio veto sull’approvazione di leggi in parlamento). In corrispondenza dell’escalation della guerra in Ucraina, Komorowski in più occasioni ha sottoposto agli altri Paesi dell’UE la necessità di aumentare le spese nazionali per la difesa, esprimendo sempre una posizione critica nei confronti del governo di Mosca.

Nonostante il buon andamento dell’economia polacca, in crescita da 25 anni, Komorowski non è però riuscito a farsi confermare per un secondo mandato. Negli ultimi anni la Polonia si è gradualmente avvicinata agli standard di vita dei Paesi dell’Europa occidentale. La disoccupazione giovanile è però rimasta alta e migliaia di polacchi continuano a emigrare soprattutto nel Regno Unito e in Germania dove possono guadagnare salari nettamente più alti.

 

La vittoria di Duda

Duda, 43 anni, è riuscito a cavalcare questo diffuso malessere. In campagna elettorale ha mantenuto sempre una posizione euroscettica moderata, ha dichiarato che la Polonia deve allentare l’invio di contributi a Bruxelles e annunciato un referendum per uscire dall’UE se il popolo lo richiederà.

 

Più che per l’Unione Europea, la sua vittoria è in realtà un campanello d’allarme per il governo del primo ministro Ewa Kopacz, alleato dell’ex presidente Komorowski, in vista delle elezioni parlamentari che si terranno ad autunno. Al governo da otto anni, il partito Piattaforma Civica è criticato per aver tagliato fuori dal processo di crescita nazionale le classi sociali più svantaggiate, così come le regioni orientali al confine con Ucraina e Bielorussia. L’errore che i polacchi non hanno perdonato a Komorowski, e che ad autunno potrebbe costare caro anche al governo, è l’aumento dell’età pensionabile.

Duda ha promesso che riabbasserà la soglia. Per farlo, però, il suo partito dovrà riprendersi la maggioranza in parlamento. L’ultima volta che Diritto e Giustizia è stato al governo risale al 2007. Con i nazionalisti al governo, Varsavia potrebbe allontanarsi da Bruxelles e privare l’UE di uno dei pochi punti fermi su cui può contare nell’Europa orientale.

25 maggio 2015

LookOutNews

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