Pregiudicato dà fuoco a un’auto dei carabinieri. Tonelli (Sap): “Il partito dell’anti polizia”

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Niente di meno che una follia. Un gesto che la dice lunga sui tempi in cui siamo costretti a vivere. Un pregiudicato, Gianluca Angiolino, 39 anni, con la scusa di chiedere un’informazione ha dato fuoco a un’auto dei carabinieri. È accaduto a Scicli, nel Ragusano. L’uomo ha fermato il mezzo e lo ha cosparso di benzina, poi con un accendino ha dato fuoco ed è fuggito. I due carabinieri sono fortunatamente riusciti a fuggire e lo hanno acciuffato dopo un breve inseguimento. Le fiamme che si stavano levando dall’auto, che ha subito ingenti danni, sono invece state domate da due militari dell’Arma fuori servizio, che hanno assistito alla scena e che con l’aiuto di un piccolo estintore sono riusciti a evitare il peggio prima dell’arrivo dei vigili del fuoco di Modica.
Il pregiudicato è finito in carcere a Ragusa. I reati che gli vengono contestati sono quelli di tentato omicidio, danneggiamento aggravato, interruzione di servizio di pubblica necessità e porto di armi atte ad offendere. Aveva con sé anche un coltello di circa 15 centimetri, l’accendino e un passamontagna.
“Due sono le riflessioni da fare guardando il video dell’aggressione ai due carabinieri – spiega Gianni Tonelli, segretario del Sap (sindacato autonomo di Polizia) -: la prima è che tutto il partito dell’anti polizia è una delle entità più nocive del Paese. Se uno arriva a fare un gesto di questo tipo significa che esiste un pregiudizio nei confronti delle attività portate avanti dalle forze dell’ordine. In secondo luogo c’è una situazione di illegalità e conseguente impunità tale da far sì che, come è accaduto a Milano, chi tira 500 bombe carta sia considerato, in certi ambienti, come qualcuno che fa una azione meritoria”. Tonelli non ci sta: “Va solo innalzata la bandiera del buonsenso. Se non vogliono che usciamo noi ce ne restiamo dentro. Il senatore Luigi Manconi (Pd) vuol farci un corso di non violenza e pacifismo. Io credo che siamo davanti a patologie. E qui si debba fare ben altro: una analisi farmacologica”. Ciò che non si capisce è il perché il mondo politico, quello che sta dalla parte del governo, continui a giustificare illegalità e delinquenza e a consentire che avvengano atti di questo genere per i quali, a pagare sono sempre e solo gli onesti rappresentanti delle forze dell’ordine e gli onesti cittadini. Il rischio è che andando in questa direzione un giorno qualcuno decida di incrociare le braccia e di lasciare la politica a difendersi da sola.

 

di Chiara Giannini

Roma, 25 maggio 2015