Pedofilia, sacerdote in manette: si fingeva manager

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Vasta operazione internazionale della polizia delle Comunicazioni, che ha bloccato una rete di pedofili, con quattro misure di custodia cautelare in carcere, una di queste riguardante un sacerdote e ha individuato 223 utilizzatori di materiale illecito, di cui 29 italiani.

Gli indagati sono residenti in ben 35 Stati di ogni continente. Oltre al sacerdote, in carcere anche due disoccupati e un operaio, tutti di mezza età. La rete criminale, si legge in un comunicato, era «dedita alla diffusione e alla cessione aggravata di materiali pedopornografici che hanno ad oggetto anche pesanti violenze ed atti sessuali in danno di minori degli anni dieci e di altri minori costretti tra di loro o con animali».

Le indagini sono state effettuate dal compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano. Sono state inviate alle autorità degli Stati interessati, prosegue la nota, le informazioni relative a 204 utenti stranieri già individuati dal compartimento di Milano nel corso delle attività investigative, per valutare appropriate azioni in accordo alle legislazioni interne.

«Le operazioni in campo internazionale hanno già restituito i primi riscontri sul coinvolgimento di cittadini stranieri nella produzione e nella diffusione di materiali pedopornografici. Nel corso degli interventi di oggi sono stati perquisiti e sequestrati numerosi computer, smartphone e dispositivi informatici ritenuti di estremo interesse ai fini della prosecuzione delle attività degli investigatori milanesi». Le indagini proseguono, anche per l’individuazione e la tutela dei minori coinvolti.

Gli arresti. Si fingeva un manager statunitense, nelle conversazioni sul web con gli altri indagati, il sacerdote arrestato nell’ambito di un’operazione della polizia postale che ha smantellato un giro di pedopornografia online. È quanto emerge dalle indagini coordinate dal pm di Milano Giovanni Polizzi. Il prete, un salesiano, aveva vissuto per diversi anni a Oulx, località della Val di Susa, in provincia di Torino, e recentemente era stato trasferito ad Alassio, in Liguria. Gli arresti, quattro, sono stati eseguiti ad Alassio (Imperia), Torrecuso (Benevento), Livorno e Roma.

Fonte Il Mattino

Roma, 26 maggio 2015