Severino, la Cassazione: «Su incandidabilità decide il giudice ordinario e non il Tar»

cassazione

Sugli atti di sospensione degli amministratori
locali legati alla legge Severino deve decidere il giudice ordinario. Sarebbe questa la decisione delle sezioni unite civili della Cassazione, come richiesto in mattinata dal pg Umberto Apice.

Una breve Camera di Consiglio destinata a rivoluzionare le prossime elezioni, visto che la discussione sul ricorso del Movimento difesa del cittadino, rappresentato dalll’avvocato Gianluigi Pellegrino, riguarda due sindaci campani, entrambi condannati per abuso d’ufficio, il napoletano Luigi de Magistris e, soprattutto, il salernitano Vincenzo De Luca, candidato per il centrosinistra alle Regionali in programma domenica 31 maggio: se dovesse essere eletto presidente, infatti, dovrebbe essere subito sospeso una volta proclamato. Entrambi i primi cittadini erano stati dichiarati decaduti dalla carica dal prefetto, «riabilitati» dai giudici amministrativi del Tar. Una decisione contro cui ha fatto ricorso appunto il Movimento difesa del cittadino. Le motivazioni della sentenza dovrebbero uscire a ore, al massimo entro tre giorni, prima quindi delle elezioni.

L’avvocato Gianluigi Pellegrino, che rappresenta il movimento Difesa del Cittadino, si è detto “soddisfatto” e ha spiegato che se le sezioni unite della Cassazione dovessero accogliere la tesi della competenza della magistratura ordinaria verrebbe meno il ricorso che il Tar ha proposto davanti alla Corte costituzionale. La difesa di de Magistris, rappresentata dagli avvocati Lorenzo Lentini e Giuseppe Russo, ha ribadito la posizione sulla competenza del Tar.

 

Fonte Il Mattino

Roma, 26 maggio 2015