Blair si dimette dopo otto anni: non è più inviato del Quartetto Che succede in Medio Oriente?

Immagine

Tony Blair si è dimesso da inviato del Quartetto sul Medio Oriente lasciando vacante la posizione di regista degli sforzi internazionali per arrivare ad una conclusione del conflitto israelopalestinese.

L’ex premier britannico era stato nominato dal Quartetto (Usa, Ue, Russia e Onu) nel 2007 e da allora ha affiancato i tentativi delle amministrazioni Usa di superare lo stallo fra Israele e palestinesi, sempre arenatisi sui veti incrociati. Nello scorso marzo aveva incontrato il Segretario di Stato, John Kerry, esprimendo il desiderio di lasciare l’incarico per dedicarsi a impegni privati in Gran Bretagna.

Le sue dimissioni coincidono con una fase di incertezza su quali saranno le prossime iniziative diplomatiche in Medio Oriente. Gli Stati Uniti, dopo l’ultimo fallimento negoziale nell’aprile 2014, hanno compiuto un passo indietro, lasciando spazio all’Unione Europea che, con il ministro degli Esteri comune, Federica Mogherini, ha compiuto la scorsa settimana una missione a Ramallah e Gerusalemme, esprimendo la volontà di «far tornare le parti al negoziato» riempiendo «un anno di vuoto».

Con le dimissioni di Blair, alla fine di giugno, si rende ora disponibile un ruolo di primo piano e la scelta del successore è destinata ad essere il punto di partenza di nuove possibili iniziative comuni per riportare Israele e Autorità nazionale palestinese allo stesso tavolo. Da qui l’attenzione per il toto-successore che inizia nel segno di molteplici dubbi: Parigi reclamerà il posto per sostenere la sua recente proposta di risoluzione? La Russia di Putin chiederà spazio dopo aver avallato Blair fra molte esitazioni nel 2007? La Casa Bianca ha un candidato in mente o sarà ancora un europeo a guidare il Quartetto?

di MAURIZIO MOLINARI
Fonte La Stampa

Roma, 28 maggio 2015