C’è il rischio rappresaglie. Campi nomadi super protetti

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Prima gli hanno fatto fare il porco comodo loro nei campi rom resi orfani di telecamere e sorveglianza con la scusa che Roma non ha più un cent. E solo ora si rafforzano i controlli perché si teme il rischio rappresaglie.
Pattuglie di polizia e vigili urbani inviate al campo nomadi della Monachina dove abita la 17enne arrestata mercoledì lo stesso giorno della carneficina, quando tre rom in auto hanno falciato 9 persone alla fermata della metro Battistini. È «il campo voluto da Rutelli, tollerato da Veltroni, con una prevista chiusura da parte di Alemanno e infine rivoluto da Marino» ne ripercorre la storia il consigliere regionale Fabrizio Santori. Sorvegliato anche il vicino campo in via Cesare Lombroso a Torrevecchia, quello per cui Blocco Studentesco sollevò il problema dell’insostenibilità per il quartiere e la «politica e certo giornalismo – ricorda il responsabile nazionale Fabio Di Martino – ci hanno “linciato” inventandosi la bufala di “CasaPound che impedisce l’ingresso a scuola dei bambini rom”». Guardata a vista anche la periferia est: le baracche in via di Salone a Ponte di Nona e in via Salviati a Tor Sapienza, «pronta a riaccendere le barricate di cassonetti» come aveva fatto 6 mesi fa, aveva minacciato il comitato di quartiere sceso in piazza domenica a Ponte di Nona. Caldissima anche Boccea. «Zingaro ladro assassino». «Investiamo gli zingari per strada» incitano le scritte sugli adesivi appiccati sul muretto della stazione metro metro Battistini. Fiori e un biglietto: «Adesso ditelo alle famiglie che state lavorando per l’integrazione». Su twitter l’ashtag #battistini è trend topics. Su Facebook insulti: «zoccola di merda, spero che ti stuprino» contro l’attrice e attivista rom Dijana Pavlovic, vicepresidente della “Federazione Rom e Sinti insieme”. «I tuoi amici rom – scrivono – hanno investito 9 persone», «siete la merda della società». Anche se i nomadi hanno paura dei filippini: «Hanno i mitra» accusano.
«Roma rischia di diventare una polveriera sociale» conferma Stefano Pedica. E stupisce che anche il Pd, attraverso la voce del suo direttivo regionale ora dica «basta al buonismo» e chieda «di inviare l’esercito nei campi rom». Il sindaco Ignazio Marino – che si è offerto di pagare le spese per il funerale della colf filippina e al processo il Comune si costituirà parte civile – avverte. «Questo è un crimine gravissimo perché ciascuno di noi poteva essere su quelle strisce pedonali però qualcuno sta cercando di trasformare questa tragedia, ancora più terribile se, come sembra, a commettere l’omicidio sono stati dei minorenni, in una speculazione politica. Il mio appello alla città – continua Marino – è di evitare trappole, occorre vicinanza alle vittime, severità per i colpevoli rifuggendo da odi e paure che qualcuno tenta di suscitare».
Il ministro Angelino Alfano da Firenze, in visita alla scuola intitolata a Graziano Grazzini promette linea dura. «Li andremo a prendere ovunque si trovino – assicura – li cattureremo e pagheranno fino in fondo per quello che hanno fatto». Alfano è «in costante contatto con il dipartimento della pubblica sicurezza – dice -. Ho chiesto loro il massimo impegno. Non avranno scampo». E sull’ergastolo della patente dice che «lo stiamo già raggiungendo come obiettivo per l’omicidio stradale».

di Grazia Maria Coletti

Fonte Il Tempo

Roma, 29 maggio 2015

CP