Il Papa: “È un attentato alla vita non aiutare i migranti in mare”

papaBergoglio paragona la “piaga dell’aborto” agli immigrati morti nel canale di Sicilia: “Amare la vita è prendersi cura dell’altro”

“È attentato alla vita lasciar morire i nostri fratelli sui barconi nel canale di Sicilia”.

Nel discorso rivolto oggi all’Associazione Scienza e Vita, che oggi compie dieci anni, papa Francesco lancia un durissimo monito all’Italia e all’Unione europea. A poche ore dall’ennesima tragedia al largo della Sicilia, dove hanno perso la vita altri diciassette disperati, il pensiero di Bergoglio va anche ai politici perché riconoscano sempre il diritto alla vita. Vita che deve essere tutelata sempre, dall’inizio alla fine. “Una società giusta riconosce come primario il diritto alla vita dal concepimento fino al suo termine naturale – spiega – vorrei, però, che andassimo oltre, e che pensassimo con attenzione al tempo che unisce l’inizio con la fine”.

Parlando con i dirigenti e i militanti di Scienza e Vita, papa Francesco ha lodato profondamente il lavoro dell’associazione: “Il vostro servizio a favore della persona umana è importante e incoraggiante”. Secondo Bergoglio, infatti, “la tutela e la promozione della vita rappresentano un compito fondamentale, tanto più in una società segnata dalla logica negativa dello scarto”. Il Santo Padre vede l’associazione come “delle mani che si tendono verso altre mani e sostengono la vita. Mani che si stringono e che non garantiscono solo solidità ed equilibrio, ma trasmettono anche calore umano. Questo – conclude – è molto buono”. Da qui l’invito al coordinamento, a cui fanno capo diverse sigle cattoliche che si sono impegnate a favore dell’astensione al referendum sulla fecondazione assistita, di“allargare il campo d’azione a una difesa della vita nelle diverse situazioni in cui è sotto attacco”.

Secondo il Papa, è attentato alla vita la “piaga dell’aborto, come lo è “lasciar morire i nostri fratelli sui barconi nel canale di Sicilia” o le morti sul lavoro perché “non si rispettano le minime condizioni di sicurezza”. E ancora: “È attentato alla vita la morte per denutrizione. È attentato alla vita il terrorismo, la guerra e la violenza, ma anche l’eutanasia. “Amare la vita – ricorda il Pontefice – è sempre prendersi cura dell’altro, volere il suo bene, coltivare e rispettare la sua dignità trascendente”. Riconoscendo il valore inestimabile della vita umana, Bergoglio invita, quindi, a riflettere sull’uso che facciamo della vita. “La vita è innanzitutto dono – spiega – ma questa realtà genera speranza e futuro se viene vivificata da legami fecondi, da relazioni familiari e sociali che aprono nuove prospettive”. Per Francesco, “il grado di progresso di una civiltà si misura proprio dalla capacità di custodire la vita, soprattutto nelle sue fasi più fragili, più che dalla diffusione di strumenti tecnologici”.“Quando parliamo dell’uomo – conclude il Pontefice – non dimentichiamo mai tutti gli attentati alla sacralità della vita umana.

30 maggio 2015

IlGiornale

ER