Il poliziotto ferito: “L’auto con i rom era impazzita”

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Roberto, quella sera c’era e ha visto tutto. Il poliziotto che si trovava a bordo della volante che ha inseguito l’auto con a bordo tre rom che a Roma come una scheggia impazzita ha lasciato per terra 1 morto e 9 feriti. Ora dal letto di casa dove dovrà restare per 15 giorni, dopo aver riportato una ferita alla gamba, parla e racconta come sono andati i fatti quella sera. “Non ce la faccio a dormire, ho stampata davanti agli occhi la scena di quelle persone che volano come carta straccia al passaggio della macchina impazzita. Prima una, poi l’altra, un’altra e un’altra ancora. A un certo ho visto quella ragazza… Quella che si reggeva con una forza incredibile, sovrumana, pazzesca al tettino della macchina per non finire trascinata e schiacciata a terra. Quanto la vorrei incontrare”, racconta in un’intervista al Tempo.

Poi spiega la dinamica dell’incidente: “Con il collega eravamo di servizio in via Mattia Battistini, un normale posto di blocco come ne facciamo ogni giorno. Quando abbiamo visto arrivare quella Lancia a tutta birra non abbiamo impiegato molto a capire che qualcosa non andava. Il tempo di pensare a intimargli l’Alt e che quel missile ci è sfilato davanti. Siamo saliti di corsa sulla Volante e abbiamo iniziato a corrergli dietro. Fin dai primi secondi si capiva che non era un inseguimento come tanti altri… Mai vista una follia del genere. Mai così. In tanti anni di polizia io una scena del genere l’ho vista solo nei giochi della playstation di mio figlio. Una formula uno in centro città, senza regole, all’impazzata. La corsa dietro quell’auto ha preso da subito una piega particolare. Mercoledì a quell’ora c’era tanto traffico, gente in strada. Per questo ho chiesto al mio autista di rallentare, di non stargli troppo attaccati, perché avremmo corso il rischio di mettere sotto qualcuno. Ma era una preoccupazione solo nostra…”. Infine l’agghiacciante scena della strage: “Quando è successo il fatto eravamo a circa 150 metri dalla Lancia Lybra con a bordo i tre rom. Una scena da film horror, ripeto: io non l’ho mai vista una cosa così. Davvero, mai. Quella macchina correva, una scheggia impazzita. Chi era alla guida avrebbe avuto altre mille vie di fuga, avrebbe potuto girare all’incrocio, abbandonare l’auto come ha fatto dopo e dileguarsi con i complici nella metro vicina. Invece no, è andata dritta, sparata, come se volesse prendere tutti quelli che gli si paravano davanti. Insomma, chiunque avrebbe trovato un’alternativa vedendo tutte quelle persone davanti. Loro no, dei pazzi…”.

di Mario Valenza

Fonte Il giornale

Roma, 31 maggio 2015