Scrive #iononmiammazzo su Facebook, poi si suicida sparandosi

disperazione3

L’ultima cosa che ha condiviso sul suo profilo Facebook, ieri mattina, è la lettera sfogo di un piccolo imprenditore diventata presto una campagna virale con tanto di hashtag: #iononmiammazzo. Qualche ora dopo, però, M.C., 32enne di Avezzano si è suicidato nel suo appartamento con un colpo di pistola. Il fatto è avvenuto la scorsa in un appartamento del centro Marsicano.

Nell’appartamento, ma in una stanza diversa, si trovavano anche moglie e figli. I Carabinieri stanno ora cercando di capire, anche attraverso i familiari, i motivi che potrebbero avere determinato il gesto, tenuto conto che, dalle prime informazioni, sembra che l’uomo lavorasse regolarmente.

Fonte Il Messaggero

Avezzano, 4 giugno 2015

One thought on “Scrive #iononmiammazzo su Facebook, poi si suicida sparandosi

  1. Il rispetto per queste tragedie che si consumano nel silenzio e nella solitudine sono la prima cosa in assoluto. Tante possono essere le motivazioni ma credo che un filo comune a tutte queste situazioni siano.. “solitudine, incomprensioni,senso di fallimento”…situazioni interiori spesso inconfessate anche a coloro che sono i familiari piu’ stretti, le persone che si amano, mogli, figli…..Vuoi per forme di orgoglio personale, vuoi per paura di far soffrire gli altri, vuoi per rispetto o anche….paura si ammettere a se stessi un qualcosa che ferisce, distrugge la dignità personale, annulla qualcosa per la quale si è lottato per una vita intera. Molto spesso la delusione, rivolgersi a quelli che sono sempre stati, forse in apparenza, gli amici migliori e ai quali si chiede un aiuto, un gesto di solidarietà, di comprensione a riprova della vera amicizia sempre sbandierata, ma che all’atto pratico ti abbandonano, anzi forse ti illudono per poi tradirti facendoti piombare nell’abisso senza ritorno della disperazione, abisso dal quale si fugge solo con la morte. E’ triste tutto questo, è triste che l’uomo sia ridotto a dialogare virtualmente, a chiedere consensi ad estranei che deridono magari quello che, in quel momento, voleva solo essere un messaggio disperato di aiuto, e forse, se qualcuno avesse preso piu’ seriamente quel messaggio, se qulcuno si fosse preoccupato di aprire un piccolo dialogo con quest’uomo, invece di mettere solo…”Mi piace, non mi piace, bravo, non lo fare….” o cose del genere, forse….dico forse….si sarebbe aperto un piccolo spiraglio di….”speranza”. Ma…viviamo sempre piu’ nella solitudine, solitudine che esiste proprio dove, in apparenza, sembra esservi piu’ “amicizia, unione, condivisione”, e quando ci si rende invece conto di essere ancora piu’ soli….si apre un altra profonda ferita…..Questa è la nostra realtà, virtualità che uccide.

Comments are closed.