Morsa da un serpente, la salvano whatsapp e la Forestale

corpo forestale

Morsa da un serpente, si salva grazie alla Forestale e a whatsapp. È l’incredibile storia che ha come protagonista Anna M., 79enne di San Giorgio a Cremano, costretta di punto in bianco a lottare con un rettile, strisciato nella sua abitazione, manco fosse una foresta.

Succede tutto in pochi minuti: Anna si ritrova corpo a corpo con il serpente e decide di affrontarlo. Ha la meglio ma il rettile riesce comunque a darle un morso, alla mano destra. Così la 79enne viene accompagnata d’urgenza all’ospedale Loreto Mare, dove i medici devono fare i conti con un dilemma: iniettare un antidoto qualsiasi al veleno significa infatti correre il rischio di provocare alla donna uno shock anafilattico. Cosa fare, dunque? «Sono stati momenti concitati – racconta Giorgio Di Dato, medico in servizio al pronto soccorso dell’ospedale – anche perché una scelta avventata avrebbe potuto determinare conseguenze gravi sulla salute della paziente».

Gli operatori del Loreto Mare decidono dunque di rivolgersi al centro antiveleni del Cardarelli. Qui c’è la svolta perché dal nosocomio viene subito allertato il Corpo Forestale. Un’intuizione che si rivelerà determinante. Del problema viene investito il commissario Annalisa De Luca, responsabile della centrale operativa della Forestale.

La missione è riuscire a identificare il serpente in pochi minuti per poi stabilire la profilassi da adottare. Già, ma come bruciare il tempo arrivando comunque alla soluzione? La risposta sta in una parola: whatsapp, la chat nota a tutti che consente di inviare messaggi, immagini e video in tempo reale. «Grazie a whatsapp ho ricevuto alcune immagini del rettile e ho potuto, assieme ad alcuni esperti e collaboratori, effettuare un rapido studio su quale fosse il serpente che aveva morso la donna», spiega il commissario De Luca.

Impresa non semplice perché quello che si è rivelato essere un biacco (hierophis viridiflavus) è molto simile alla vipera: «Entrambi hanno la stessa forma di occhio e la testa schiacciata – sottolinea l’esperta – ma con una differenza sostanziale: la vipera è velenosa, il biacco no». Al Loreto Mare scatta quindi lo stop alla somministrazione di qualsiasi antidoto perché per curare le ferite in questo caso è sufficiente una terapia di antibiotici.

E infatti, trascorsa la notte in ospedale per motivi precauzionali, Anna M. può fare ritorno a casa. Non prima, però, di aver ringraziato gli operatori sanitari e gli uomini della Forestale. «Questa vicenda ha dimostrato la poliedricità del nostro Corpo – osserva il generale Sergio Costa, comandante regionale della Forestale, interpellato dal Mattino – che può contare su competenze tecnico-scientifiche unite a una grande dedizione e sensibilità».

Ma com’è possibile che il serpente sia penetrato in un appartamento in una zona urbanizzata? Gli esperti sono cauti: «Il rettile potrebbe essersi allontanato da un’area verde vicina e avventurato fino all’abitazione della malcapitata – ipotizza il commissario De Luca – Non è comunque la prima volta che ci chiedono di intervenire per incidenti legati a serpenti. In tutta la Campania giungono alla Forestale in media una decina di telefonate al giorno e il fenomeno sta aumentando».

Da qui la necessità di approfondire le cause: «Una delle ragioni potrebbe essere il progressivo aumento delle temperature ma per avere risposte certe sarà necessario indagare ancora a lungo».

5giugno 2015

IlMattino

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